4 Marzo. Sveglia alle 4.30. Occorre alzarsi presto, quando fa ancora
buio, in modo da essere là in alto appena possibile e gustare l’alba sul Machu
Picchu.
Alle 5.30 prendiamo il pullmino che ci porta fino in cima:
tornanti strettissimi a picco sulla vallata; non c’è spazio per lasciarsi
andare al sonno e riposare ancora qualche minuto, la tensione aumenta dopo ogni
curva, sia per i tornanti che per l’avvicinarsi alla città posta sulla vetta.
C’è chi la salita fino alle rovine la fa a piedi, esiste un
sentiero di 3500 gradini che qualche temerario affronta già nel cuore della
notte; noi scegliamo il bus, preferiamo conservare le energie per dopo, anche
noi faremo la nostra scalata.
Il complesso di
rovine Inca risale al 1500 e fu edificato come laboratorio astronomico. E
guardando la vetta della cittadella, dove proprio c’era l’osservatorio, si
capiscono molte cose: vista a 360 gradi tutt’intorno, il posto perfetto per
poter osservare le stelle e misurare i movimenti del sole. Machu Picchu, vista
dall’alto, ha la forma di un condor che spiega le ali; il condor è l’animale
che simboleggia il collegamento con fra gli uomini e gli dei e il fatto che la
città sia stata disegnata con questa forma ne sintetizza la funzione: chi vi
abitava doveva avere un collegamento diretto con il mondo spirituale.
La nostra guida Joel ci conduce lungo un percorso che ci
aiuta a conoscere come era divisa la città, su cosa si sostentava e come
vivevano i suoi abitanti. Tra l’altro siamo fortunati: siamo nella bassa
stagione turistica, ragione per cui la visita la possiamo fare con calma,
soffermandoci tutto il tempo che vogliamo in ogni luogo. Joel ci racconta di
sacrifici, di economia agricola, di calendari astronomici e di tante altre
meraviglie legate alla cultura Inca.
Le foto che porteremo con noi non riescono a trasmettere le
emozioni che si provano in questo luogo mistico: le Ande, le scarpate a picco e
la vista mozzafiato tutt’intorno.
Ma ecco che arriva l’ora della nostra scalata: ci aspetta Huaina
Picchu, ovvero la montagna che sovrasta la città di Machu Picchu e dalla quale
si può osservare un panorama ancora più spettacolare.
L’ingresso alla montagna è limitato a 200 persone e il posto
di controllo apre alle 10.00. La salita è impegnativa, in molti punti bisogna
fare della vera e propria scalata aiutandosi con le corde predisposte lungo il
percorso.
Complici l’emozione e l’adrenalina, aiutate da una discreta forma
fisica, arriviamo in cima nel tempo record di 38 minuti, ma che sudata! La
fatica è però ricompensata da quanto vediamo sotto di noi: il condor che spiega
le ali.
Restiamo senza parole, la vista è spettacolare.
E capiamo perché questo luogo è mistico.