Eccoci di nuovo a casa.
Dopo quattro settimane a zonzo, aver macinato migliaia di chilometri e preso quattordici aerei, purtroppo è giunto il momento di tornare alla realtà.
Grazie a chi ci ha seguito attraverso il blog, speriamo di essere riusciti a trasmettervi le stesse emozioni che stavamo vivendo noi in diretta.
7 settembre 2010
Vuelta a casa
Después de cuatro semanas, miles de kilometros, catorce aviones y dos mil fotos, hemos vuelto a casa y al trabajo.
Que decir: la experiencia ha sido magnifica, el viaje ha merecido la pena en todos sus aspectos.
Volvemos con muchos recuerdos y la gana de regeresar para seguir visitando un pais tan bonito.
Y además yo sigo teniendo pendiente el tiburón martillo...
Gracias por haber estado siguiendonos atravez del blog, esperamos haberos transmitido las mismas emociones que estabamos viviendo nosotros en directo.
Que decir: la experiencia ha sido magnifica, el viaje ha merecido la pena en todos sus aspectos.
Volvemos con muchos recuerdos y la gana de regeresar para seguir visitando un pais tan bonito.
Y además yo sigo teniendo pendiente el tiburón martillo...
Gracias por haber estado siguiendonos atravez del blog, esperamos haberos transmitido las mismas emociones que estabamos viviendo nosotros en directo.
31 agosto 2010
Sydney!
31 Agosto
Sidney, il cuore pulsante d'Australia. Una città di 4,5 milioni di abitanti che nonostante tutto ha mantenuto un fascino incredibile, mischiando antiche case di pescatori a uno skyline impressionante.
Prima tappa, d'obbligo, l'Opera House e il Ponte sulla Baia.
L'Opera House è il simbolo della città, un multiteatro che si affaccia sulla baia. Qui siamo arrivati di buon ora, visita guidata per i meandri a scoprirne tutti i dettagli architettonici. Ne usciamo entusianti, anche se il prezzo dell'entrata è un furto. Ma a parte questo, vedere da dentro questo edificio patrimonio dell'umanità è un'esperienza affascinante ed unica.
Continuiamo il nostro giro per Sydney: il quartiere The Rocks, la City, il grande Hyde Park, Chinatown...
Siamo sorpresi dalla mania di tutti per il fitness: vediamo moltissima gente che approfitta della pausa pranzo per andare a correre, i negozi di integratori e vitamine sono ad ogni angolo di strada e i ristoranti 'low fat' imperversano... In realtà c'è anche il rovescio della medaglia, con ristoranti d'asporto, fish and chips e McDonalds unti...
The Rocks è il vecchio quartiere ai piedi del ponte che attraversa la baia. The Rocks è conosciuto per essere stata la primissima zona dove si insediarono gli Inglesi nel 1700, all'epoca della colonizzazione dell'Australia, e dove si creò la primissima città di Sydney. Il quartiere mantiene la sua architettura portuale, ma ora è stato riconvertito in una zona pedonale ricca di vita, con ristoranti multietnici e gallerie d'arte.
Il ponte è spettacolare, costituito da una sola arcata, è il simbolo della città ed unisce la parte sud con i nuovi quartieri del nord.
La City è il cuore finanziario di Sydney e d'Australia: grattacieli, hotel di lusso, negozi chic e soprattutto tantissima gente!
Qui esiste un modo unico di attraversare la strada: ai grandi incroci, non solo si attraversa da un lato all'altro della strada ma si attraversa l'incrocio anche in diagonale! L'abbiamo fatto anche noi, che strana sensazione!
E poi è normale veder gente che cammina a piedi nudi. A Milano o Barcellona questo sarebbe impossibile, mentre qui non c'è da avere più di tanto schifo. La città è pulita, la gente educatamente butta immondizia, cicche e i mozziconi nei cestini e di animali generosi che lasciano i propri ricordi sui marciapiedi non ne abbiamo visti; questo spiega perchè c'è ancora molta gente che cammina scalza.
Sidney, il cuore pulsante d'Australia. Una città di 4,5 milioni di abitanti che nonostante tutto ha mantenuto un fascino incredibile, mischiando antiche case di pescatori a uno skyline impressionante.
Prima tappa, d'obbligo, l'Opera House e il Ponte sulla Baia.
L'Opera House è il simbolo della città, un multiteatro che si affaccia sulla baia. Qui siamo arrivati di buon ora, visita guidata per i meandri a scoprirne tutti i dettagli architettonici. Ne usciamo entusianti, anche se il prezzo dell'entrata è un furto. Ma a parte questo, vedere da dentro questo edificio patrimonio dell'umanità è un'esperienza affascinante ed unica.
Continuiamo il nostro giro per Sydney: il quartiere The Rocks, la City, il grande Hyde Park, Chinatown...
Siamo sorpresi dalla mania di tutti per il fitness: vediamo moltissima gente che approfitta della pausa pranzo per andare a correre, i negozi di integratori e vitamine sono ad ogni angolo di strada e i ristoranti 'low fat' imperversano... In realtà c'è anche il rovescio della medaglia, con ristoranti d'asporto, fish and chips e McDonalds unti...
The Rocks è il vecchio quartiere ai piedi del ponte che attraversa la baia. The Rocks è conosciuto per essere stata la primissima zona dove si insediarono gli Inglesi nel 1700, all'epoca della colonizzazione dell'Australia, e dove si creò la primissima città di Sydney. Il quartiere mantiene la sua architettura portuale, ma ora è stato riconvertito in una zona pedonale ricca di vita, con ristoranti multietnici e gallerie d'arte.
Il ponte è spettacolare, costituito da una sola arcata, è il simbolo della città ed unisce la parte sud con i nuovi quartieri del nord.
La City è il cuore finanziario di Sydney e d'Australia: grattacieli, hotel di lusso, negozi chic e soprattutto tantissima gente!
Qui esiste un modo unico di attraversare la strada: ai grandi incroci, non solo si attraversa da un lato all'altro della strada ma si attraversa l'incrocio anche in diagonale! L'abbiamo fatto anche noi, che strana sensazione!
E poi è normale veder gente che cammina a piedi nudi. A Milano o Barcellona questo sarebbe impossibile, mentre qui non c'è da avere più di tanto schifo. La città è pulita, la gente educatamente butta immondizia, cicche e i mozziconi nei cestini e di animali generosi che lasciano i propri ricordi sui marciapiedi non ne abbiamo visti; questo spiega perchè c'è ancora molta gente che cammina scalza.
Cairns
30 Agosto
Eccoci di nuovo in viaggio, mai fermi due giorni nello stesso posto.
Ma è proprio questo il bello, potersi spostare per questo enorme paese per vedere il più possibile.
Dopo aver fatto le due splendide immersioni sullo Yongala, abbiamo intrapreso con calma il ritorno, fermandoci nei punti più caratteristici che invece all'andata avevamo saltato per la fretta di arrivare ad Ayr e fare immersioni.
Sullla via di ritorno verso Cairns, siamo passati per Innisfail, ovvero la città sede dell'ItalianAustralian festival. Negli anni della grande immigrazione dall'Italia, si creò qui una grande colonia italica, tanto che il 60% degli abitanti ha radici tricolore. La caratteristica di questa città sono le insegne dei negozi, praticamente tutte bilingue, ovvero inglese ed italiano: bakery-panetteria, chemistry-farmacia...
Vicino ad Innsfail, poi, c'è Mission Beach. La cittadina sul mare è molto rinomata per il suo spirito hippye e la bellezza del luogo, anche se noi a dire il vero non abbiamo apprezzato del tutto queste caratteristiche: sono due giorni che piove a dirotto ed in mare non ci si può andare per la presenza delle meduse velenose e dei coccodrilli...
Comunque abbiamo visto una bestia stranissima. Il promontorio su cui si affaccia Mission Beach è una riserva protetta dove si trova un uccello tipico dell'Australia, il Cassaway. Come descriverlo: è un enorme tacchino, con le zampe lunghe e grosse. Nel complesso è bruttino, povero, ma è tanto apprezzato da queste parti tanto da farne il simbolo stesso di Mission Beach. Quello che abbiamo avuto la fortuna di vedere stava beccando a bordo strada, con due piccoli pulcini, bruttini anch'essi...
Notte a Cairns, peccato che stia continuando a piovere: sembra che sia entrato in anticipo il monsone, per cui piove, piove, piove e non smette nemmeno un minuto.
Per fortuna il campeggio aveva un'area cucina molto ben attrezzata e abbiamo potuto farci lo stesso il nostro ultimo bbq!
Cairns è una città molto turistica, nel complesso è carina, con un bellissimo lungomare, però anche qui praticamente senza spiaggia: bagno in mare proibito, problema con squali, meduse e coccodrilli (tanto per cambiare...). Per dare comunque sollievo ai cittadini locali ed ai turisti, esiste una enorme piscina pubblica, proprio nel mezzo del lungomare, per cui si può lo stesso fare il bagne e rinfrescarsi; ovviamente non è stato il nostro caso, visto che la pioggia non da tregua e la temperatura oggi è stata di 22 gradi.
Tra l'altro abbiamo anche restituito il secondo camper: altri 1000 km fatti guidando a sinistra, anche se questo giro ho avuto un paio di svarioni mettendomi sulla corsia sbagliata, meno male che dal lato opposto non stava arrivando nessuno.
Questa sera ci sposteremo in aereo a Sydney per l'ultima parte del nostro viaggio, ci aspettano l'Opera House, The Rocks, il quartiere cinese e una visita agli studi televisivi: la nostra amica sta girando una serie e ci ha invitato sul set; noi siamo già pronti per fare pure le comparse!
Eccoci di nuovo in viaggio, mai fermi due giorni nello stesso posto.
Ma è proprio questo il bello, potersi spostare per questo enorme paese per vedere il più possibile.
Dopo aver fatto le due splendide immersioni sullo Yongala, abbiamo intrapreso con calma il ritorno, fermandoci nei punti più caratteristici che invece all'andata avevamo saltato per la fretta di arrivare ad Ayr e fare immersioni.
Sullla via di ritorno verso Cairns, siamo passati per Innisfail, ovvero la città sede dell'ItalianAustralian festival. Negli anni della grande immigrazione dall'Italia, si creò qui una grande colonia italica, tanto che il 60% degli abitanti ha radici tricolore. La caratteristica di questa città sono le insegne dei negozi, praticamente tutte bilingue, ovvero inglese ed italiano: bakery-panetteria, chemistry-farmacia...
Vicino ad Innsfail, poi, c'è Mission Beach. La cittadina sul mare è molto rinomata per il suo spirito hippye e la bellezza del luogo, anche se noi a dire il vero non abbiamo apprezzato del tutto queste caratteristiche: sono due giorni che piove a dirotto ed in mare non ci si può andare per la presenza delle meduse velenose e dei coccodrilli...
Comunque abbiamo visto una bestia stranissima. Il promontorio su cui si affaccia Mission Beach è una riserva protetta dove si trova un uccello tipico dell'Australia, il Cassaway. Come descriverlo: è un enorme tacchino, con le zampe lunghe e grosse. Nel complesso è bruttino, povero, ma è tanto apprezzato da queste parti tanto da farne il simbolo stesso di Mission Beach. Quello che abbiamo avuto la fortuna di vedere stava beccando a bordo strada, con due piccoli pulcini, bruttini anch'essi...
Notte a Cairns, peccato che stia continuando a piovere: sembra che sia entrato in anticipo il monsone, per cui piove, piove, piove e non smette nemmeno un minuto.
Per fortuna il campeggio aveva un'area cucina molto ben attrezzata e abbiamo potuto farci lo stesso il nostro ultimo bbq!
Cairns è una città molto turistica, nel complesso è carina, con un bellissimo lungomare, però anche qui praticamente senza spiaggia: bagno in mare proibito, problema con squali, meduse e coccodrilli (tanto per cambiare...). Per dare comunque sollievo ai cittadini locali ed ai turisti, esiste una enorme piscina pubblica, proprio nel mezzo del lungomare, per cui si può lo stesso fare il bagne e rinfrescarsi; ovviamente non è stato il nostro caso, visto che la pioggia non da tregua e la temperatura oggi è stata di 22 gradi.
Tra l'altro abbiamo anche restituito il secondo camper: altri 1000 km fatti guidando a sinistra, anche se questo giro ho avuto un paio di svarioni mettendomi sulla corsia sbagliata, meno male che dal lato opposto non stava arrivando nessuno.
Questa sera ci sposteremo in aereo a Sydney per l'ultima parte del nostro viaggio, ci aspettano l'Opera House, The Rocks, il quartiere cinese e una visita agli studi televisivi: la nostra amica sta girando una serie e ci ha invitato sul set; noi siamo già pronti per fare pure le comparse!
29 agosto 2010
Yongala, hecho!
Debido a las fuertes presiones que hemos recibido, no hemos podido decir no.
Lo hemos hecho: de vuelta de Papua, otra vez una furgo con destino Ayr: el relito del SS Yongala nos ha estado esperando todo este tiempo...
Immersiones dificiles por las condicones metereologicas y del mar: viento a 15 nudos, cielo nublado, 20 grado, olas de 1.7 metros y una fuerte corriente en el agua.
Pero ha merecido la pena: unas de las mejores immersiones que hemos hecho!
La cantidad y el tamaño de los pesces es increible: serpientes de mar que rozan los buceadores, los barracudas que debes moverlos para ver lo que hay detràs, los atùnes que cazan los psces pequeños que se esconden entre las aletas, los meros gigantes, pero GIGANTES (de 50 a 250 kg!!!!) y todo acompoañado por el sonido de las ballenas que nadan en la zona.
Verdaderamente impresionanate!
Lo hemos hecho: de vuelta de Papua, otra vez una furgo con destino Ayr: el relito del SS Yongala nos ha estado esperando todo este tiempo...
Immersiones dificiles por las condicones metereologicas y del mar: viento a 15 nudos, cielo nublado, 20 grado, olas de 1.7 metros y una fuerte corriente en el agua.
Pero ha merecido la pena: unas de las mejores immersiones que hemos hecho!
La cantidad y el tamaño de los pesces es increible: serpientes de mar que rozan los buceadores, los barracudas que debes moverlos para ver lo que hay detràs, los atùnes que cazan los psces pequeños que se esconden entre las aletas, los meros gigantes, pero GIGANTES (de 50 a 250 kg!!!!) y todo acompoañado por el sonido de las ballenas que nadan en la zona.
Verdaderamente impresionanate!
SS Yongala
28 Agosto
SS YONGALA
Ieri sera, misteriosamente, il camper ci ha condotto fino ad Ayr, ridente cittadina costiera del North Queensland.
Casualmente, proprio qui vicino, c'è un diving center, specializzato nel fare immersioni sul relitto del SS Yongala: una delle 10 immersioni top del mondo. Come resistere? Dopo 2 aerei e 500 km in camper, sveglia all'alba ed eccoci pimpanti alle porte del diving.
La nave Yongala stava navigando verso Cairns, quando la notte del 23 Maggio 1911 fu sorpresa da un ciclone che imperversava sulla zona. Il ciclone era considerato di forza 5 nella scala di valutazione, ovvero il massimo, con venti a 250 km/h e onde di 15 metri. Il povero vascello non resistette alle forze della natura e si inabissò nella notte con tutto il suo carico e i 122 passeggeri. Non vi fu nessun superstite.
Il relitto fu scoperto solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, durante le opere di sminamento della zona di mare. Da allora è stato oggetto di numerose immersioni e spedizioni scientiche, per la grande biodiversità che popola il relitto. Il Yongala, giace su un fondo sabbioso a 27 metri ed è l'unica "protuberanza" del terreno in un raggio di 60 km. Questo spiega l'eccezionale presenza di vita in uno spazio così piccolo. Esiste tutta la catena alimentare, dai coralli alle balene!
Dal diving, la spiaggia dista un paio di chilometri, da percorrere noi un una jeep e il gommone trainato da un trattore. Arrivati direttamente sulla riva della spiaggia, siamo saliti sul gommone in secca, che poi è stato spinto in mare dal trattore. Condizioni: cielo coperto, temperatura 20 gradi, mare agitato a riva, meduse "jellyfish" velenose, coccodrilli di mare, vento 15 nodi (contro!) e onde di 1,7 metri!!! Sono stati 40 minuti di transfer che ci hanno scombussolato lo stomaco, soprattutto Ilaria che alla fine della seconda immersionen supplicava di essere uccisa sul posto e data in pasto agli squali. La povera, fra freddo (fuori e dentro l'acqua) e il mal di mare, è arrivata a sera distrutta.
Nonostante le pessime condizioni, le due immersioni sono state incredibili, abbiamo visto serpenti mare, tartarughe, banchi di barracuda, carangidi, tonni, squali Cubia, il tutto accompagnato dal suono emesso dalle balene che nuotavano nella zona. Quello che più ci ha colpiti sono state la quantità e le dimensioni dei pesci che abbiamo visto: non ci sembrava di galleggiare nell'acqua ma di essere sospesi fra nuvole di pesci, dovevamo spostarli per vedere quello che c'era dietro. A prua del relitto poi, c'erano delle cernie enormi di circa 50 kg, ma fra tutte ne spiccava una: due metri per 250 kg. Enorme. Anzi, di pi'u!
Sicuramente è stat una delle più belle immersioni che abbiamo fatto.
Tornati a terra, l'immancabile BBQ aussie style e mega siesta per riprenderci!
Domani, con calma, torneremo a Nord, verso Cairns, il 30 andremo a Sydney.
SS YONGALA
Ieri sera, misteriosamente, il camper ci ha condotto fino ad Ayr, ridente cittadina costiera del North Queensland.
Casualmente, proprio qui vicino, c'è un diving center, specializzato nel fare immersioni sul relitto del SS Yongala: una delle 10 immersioni top del mondo. Come resistere? Dopo 2 aerei e 500 km in camper, sveglia all'alba ed eccoci pimpanti alle porte del diving.
La nave Yongala stava navigando verso Cairns, quando la notte del 23 Maggio 1911 fu sorpresa da un ciclone che imperversava sulla zona. Il ciclone era considerato di forza 5 nella scala di valutazione, ovvero il massimo, con venti a 250 km/h e onde di 15 metri. Il povero vascello non resistette alle forze della natura e si inabissò nella notte con tutto il suo carico e i 122 passeggeri. Non vi fu nessun superstite.
Il relitto fu scoperto solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, durante le opere di sminamento della zona di mare. Da allora è stato oggetto di numerose immersioni e spedizioni scientiche, per la grande biodiversità che popola il relitto. Il Yongala, giace su un fondo sabbioso a 27 metri ed è l'unica "protuberanza" del terreno in un raggio di 60 km. Questo spiega l'eccezionale presenza di vita in uno spazio così piccolo. Esiste tutta la catena alimentare, dai coralli alle balene!
Dal diving, la spiaggia dista un paio di chilometri, da percorrere noi un una jeep e il gommone trainato da un trattore. Arrivati direttamente sulla riva della spiaggia, siamo saliti sul gommone in secca, che poi è stato spinto in mare dal trattore. Condizioni: cielo coperto, temperatura 20 gradi, mare agitato a riva, meduse "jellyfish" velenose, coccodrilli di mare, vento 15 nodi (contro!) e onde di 1,7 metri!!! Sono stati 40 minuti di transfer che ci hanno scombussolato lo stomaco, soprattutto Ilaria che alla fine della seconda immersionen supplicava di essere uccisa sul posto e data in pasto agli squali. La povera, fra freddo (fuori e dentro l'acqua) e il mal di mare, è arrivata a sera distrutta.
Nonostante le pessime condizioni, le due immersioni sono state incredibili, abbiamo visto serpenti mare, tartarughe, banchi di barracuda, carangidi, tonni, squali Cubia, il tutto accompagnato dal suono emesso dalle balene che nuotavano nella zona. Quello che più ci ha colpiti sono state la quantità e le dimensioni dei pesci che abbiamo visto: non ci sembrava di galleggiare nell'acqua ma di essere sospesi fra nuvole di pesci, dovevamo spostarli per vedere quello che c'era dietro. A prua del relitto poi, c'erano delle cernie enormi di circa 50 kg, ma fra tutte ne spiccava una: due metri per 250 kg. Enorme. Anzi, di pi'u!
Sicuramente è stat una delle più belle immersioni che abbiamo fatto.
Tornati a terra, l'immancabile BBQ aussie style e mega siesta per riprenderci!
Domani, con calma, torneremo a Nord, verso Cairns, il 30 andremo a Sydney.
On the road again!
27 Agosto
Back to Australia! Dopo la magnifica settimana di relax ed immersioni in Papua, siamo tornati in Australia, precisamente a Cairns.
Non siamo stati capaci di resistere: abbiamo affittato un altro camper! On the road again!
Direzione Sud, questa volta lungo la costa Est, costeggiando l'oceaono Pacifico.
Back to Australia! Dopo la magnifica settimana di relax ed immersioni in Papua, siamo tornati in Australia, precisamente a Cairns.
Non siamo stati capaci di resistere: abbiamo affittato un altro camper! On the road again!
Direzione Sud, questa volta lungo la costa Est, costeggiando l'oceaono Pacifico.
25 agosto 2010
I cannibali (storia di un pilota giapponese)
25 Agosto
Oggi è stato l'ultimo giorno di immersioni.
A salutarci, oltre a tutti i pesci della barriera, sono arrivati anche i delfini...
Le immersioni sono state splendide, colorate, ricche di vita e varie: passavamo dai giardini di corallo a 7 metri a precipizi verticali fino a 50, dai pescetti minuscoli da guardare con la lente di ingrandimento fino agli squali grigi (affamati!).
Dove siamo noi è una baia di poco transito commerciale, quindi non ci sono relitti, a parte quello di un aereo Zero giapponese della II guerra mondiale. Le leggende dei locali raccontano che l'aereo aveva perso la rotta e probabilmente aveva terminato il carburante, ragione per cui il pilota ammarò con successo nei pressi della costa (il relitto, perfettamente intatto e senza danni strutturali che indichino sia stato abbattuto, giace su un fondale di 14 metri). Dicono i locali che il pilota riuscì a nuotare fuori dall'abitacolo e raggiungere la riva, fino ad allora sano e salvo. Ma quel momento iniziarono i suoi problemi... di lui si sono perse le tracce, i locali non lo videro mai più, solo dicono che era molto buono...
Il cannibalismo in Papua è stato abolito nel 1975, ma ci sono ancora delle zone inesplorate dove si pratica abitualmente per sancire la vittoria sui nemici dopo le cruente battaglie tra clan e tribù.
Noi, all'essere appetibili, morbidosi ed abbondanti, usciamo poco e la sera chiudiamo bene la stanza: non si sa mai!
Continuiamo ad essere soli nel resort, gli unici ospiti in tutta la struttura. Da quando hanno aperto, 30 o 40 anni fa, era successo poche volte e mai negli ultimi dieci anni: meglio così, ce la stiamo proprio spassando!
Il resort è pensato per subacquei, quindi offrono servizi per quando 'non si è in acqua': una fantastica libreria, sala tv, internet, un bar fornito di tutto, che dire di più: siamo capitati proprio in un bel posto.
La sola nota negativa è stato il mal di mare di Ilaria. Nonostante il mare si potesse considerare calmo, per due giorni di fila le ha preso molto forte, stomaco scombussolato e immersioni gustate a metà.
Domani sarà giorno di no fly. Dopo così tante immersioni, prima di volare, bisogna rispettare un periodo di riposo di almeno 24-36 ore. Ne approfitteremo per andare a veder il villaggio qui vicino, almeno ci faremo un'idea di come vivono i locali. Abbiamo annunciato la nostra visita e subito si sono messi all'opera per accoglierci: chi è andato a tagliare legna per il falò, chi a raccogliere verdure per il brodo, chi a lustrare il pentolone delle grandi occasioni... ho come l'idea che saranno moooolto felici di averci a pranzo...
Oggi è stato l'ultimo giorno di immersioni.
A salutarci, oltre a tutti i pesci della barriera, sono arrivati anche i delfini...
Le immersioni sono state splendide, colorate, ricche di vita e varie: passavamo dai giardini di corallo a 7 metri a precipizi verticali fino a 50, dai pescetti minuscoli da guardare con la lente di ingrandimento fino agli squali grigi (affamati!).
Dove siamo noi è una baia di poco transito commerciale, quindi non ci sono relitti, a parte quello di un aereo Zero giapponese della II guerra mondiale. Le leggende dei locali raccontano che l'aereo aveva perso la rotta e probabilmente aveva terminato il carburante, ragione per cui il pilota ammarò con successo nei pressi della costa (il relitto, perfettamente intatto e senza danni strutturali che indichino sia stato abbattuto, giace su un fondale di 14 metri). Dicono i locali che il pilota riuscì a nuotare fuori dall'abitacolo e raggiungere la riva, fino ad allora sano e salvo. Ma quel momento iniziarono i suoi problemi... di lui si sono perse le tracce, i locali non lo videro mai più, solo dicono che era molto buono...
Il cannibalismo in Papua è stato abolito nel 1975, ma ci sono ancora delle zone inesplorate dove si pratica abitualmente per sancire la vittoria sui nemici dopo le cruente battaglie tra clan e tribù.
Noi, all'essere appetibili, morbidosi ed abbondanti, usciamo poco e la sera chiudiamo bene la stanza: non si sa mai!
Continuiamo ad essere soli nel resort, gli unici ospiti in tutta la struttura. Da quando hanno aperto, 30 o 40 anni fa, era successo poche volte e mai negli ultimi dieci anni: meglio così, ce la stiamo proprio spassando!
Il resort è pensato per subacquei, quindi offrono servizi per quando 'non si è in acqua': una fantastica libreria, sala tv, internet, un bar fornito di tutto, che dire di più: siamo capitati proprio in un bel posto.
La sola nota negativa è stato il mal di mare di Ilaria. Nonostante il mare si potesse considerare calmo, per due giorni di fila le ha preso molto forte, stomaco scombussolato e immersioni gustate a metà.
Domani sarà giorno di no fly. Dopo così tante immersioni, prima di volare, bisogna rispettare un periodo di riposo di almeno 24-36 ore. Ne approfitteremo per andare a veder il villaggio qui vicino, almeno ci faremo un'idea di come vivono i locali. Abbiamo annunciato la nostra visita e subito si sono messi all'opera per accoglierci: chi è andato a tagliare legna per il falò, chi a raccogliere verdure per il brodo, chi a lustrare il pentolone delle grandi occasioni... ho come l'idea che saranno moooolto felici di averci a pranzo...
Walindi Resort_esp
25 Agosto
El lugar es simplemente un sueño.
El resort ha sido pensado y diseñado por un buceador, lo que lo convierte en un lugar donde verdaderamente merece la pena ir.
Bucear en lugares increibles, por supuesto, es importante y no quiero escribir más sobre lo increibles que son los sitios o lo ùnico que es hacer subamrinismo aqui, en condiciones de reyes (no hay NADIE en toda la bahia, somos solo nosotros los que buceamos, no se veen barcos ni de lejos, etc etc). Como he dicho bucear no es todo, un día està echo de 24 horas y el buceo solo ocupa 4-5 horas. EL resort està plenamente pensado para esto, ofrece servicios de pequeñas excursiones, una biblioteca inmensa, un bar super chulo, sala tv, espacios donde estar con otra gente o rincones aislados.
Es un lugar remoto, pero llegar hasta aquí ha merecido la pena.
Hoy hemos terminado nuestros días de buceo,mañana toca dìa de no fly. Resumiendo: 12 inmersiones INCREIBLES.
Hay un dicho: ¿cual es el mejor sitio de buceo en Australia? ...por supuesto Papua New Guinea! Nosotros lo podemos confirmar.
La nota de hoy han sido los delfines que nos han acompañado a lado del barco, saltando y jugando un buen rato con las olas: parecìa que hubieran venido a despedirse.
La mejor temporada para venir aqui: Octubre. Entonces empezar a ahorrar y reservar los días de vacaciones para el año que viene...
El lugar es simplemente un sueño.
El resort ha sido pensado y diseñado por un buceador, lo que lo convierte en un lugar donde verdaderamente merece la pena ir.
Bucear en lugares increibles, por supuesto, es importante y no quiero escribir más sobre lo increibles que son los sitios o lo ùnico que es hacer subamrinismo aqui, en condiciones de reyes (no hay NADIE en toda la bahia, somos solo nosotros los que buceamos, no se veen barcos ni de lejos, etc etc). Como he dicho bucear no es todo, un día està echo de 24 horas y el buceo solo ocupa 4-5 horas. EL resort està plenamente pensado para esto, ofrece servicios de pequeñas excursiones, una biblioteca inmensa, un bar super chulo, sala tv, espacios donde estar con otra gente o rincones aislados.
Es un lugar remoto, pero llegar hasta aquí ha merecido la pena.
Hoy hemos terminado nuestros días de buceo,mañana toca dìa de no fly. Resumiendo: 12 inmersiones INCREIBLES.
Hay un dicho: ¿cual es el mejor sitio de buceo en Australia? ...por supuesto Papua New Guinea! Nosotros lo podemos confirmar.
La nota de hoy han sido los delfines que nos han acompañado a lado del barco, saltando y jugando un buen rato con las olas: parecìa que hubieran venido a despedirse.
La mejor temporada para venir aqui: Octubre. Entonces empezar a ahorrar y reservar los días de vacaciones para el año que viene...
Etiquetas:
Australia,
Diving,
Papua New Guinea,
Walindi
22 agosto 2010
Dive!!!
Gran posto. Anche questo secondo giorno è trascorso molto bene, Walindi è proprio un bel posto. La sensazione che abbiamo non è quella di semplici ospiti, ma è come se fossimo parte di una famiglia. Le immersioni sono davvero belle. Coralli da tutte le parti, mai avevamo visto tanta vita tutta insieme; quello che più ci sbalordisce è che incontriamo la stessa vita alla profondità di 5 metri come a 40, pesci, coralli, barracuda, squali, i colori vivi e nitidi. Le condizioni meteo non sono proprio eccezionali, il cielo è insolitamente nuvoloso ed il mare un pò agitato: questo ultimo particolare contribuisce non poco al mal di stomaco a due vomitini come noi...
Siamo sulla linea dell'equatore, quindi ci sono praticamente le stesse ore di luce come quelle di buio. Facciamo delle dormite incredibili, forse anche per recuperare un pò di stanchezza accumulata durante i giorni nei Northern Territories.
Comunque non facciamo solo immersioni. Papua Nuova Guinea è una nazione giovane ed ancora in crescita, cerchiamo di fare anche attività che ci portino a conoscere un pò più questo paese. Oggi siamo stati a delle sorgenti calde. Ci ha accompagnato una guida locale mostrandoci le enormi piantagioni di olio di palma, i villaggi costruiti per gli operai delle piantagioni, il ciclo dell'olio di palma, flora e fauna.
Le sorgenti calde sono state incredibili. Papua è una nazione con molti vulcani attivi, quindi è facile incontrare delle sorgenti acqua calda. Quelle di oggi sono alla piacevole temperatura di 42 gradi, praticamente un brodino. Le proprietà di queste acque sulfuree sono soprattutto benefiche per la pelle: noi ne abbiamo approfittato e non solo abbiamo fatto il bagno, ma anche i fanghi!
Da domani saremo gli unici due divers in tutto il resort: barca solo per noi due, un mare a nostra completa disposizione, libera scelta dei posti ove fare immersioni... sembra un sogno, ma è la realtà di Walindi.
Bucear solitos, parece un sueño!
21 Agosto
Bueno, hemos empezao a bucear... Ya lo se que alguien estaba pendiente de este post, entonces nada de tonterias y hablamos en serio.
Este es el paraiso. Hasta ahora hemos echo 5 buceos y los cincos han sido increibles.
Detalles: agua a 29 grados... una sopa!.
Visibilidad: màs de 30 metros, lo que fastidia un poco es que el cielo está un poco nublado, por lo tanto cuando se llega a 40 metros se empiezan a perder unos colores.
Estamos en baia de Kimbe y SOLO está nuestro resort, es decir que cuando salimos a bucear, SOLO somos nosotros y el guia.
Ayer buceamos tres veces, la primera ha sido increible: pesces, corales, gorgonias de 4 metros (lo prometo!, 4 metros!), tiburones, barracudas, de todo. Un tiburón gris al que le salia un anzuelo desde la boca, y el bicho que se acerca, no tiene miedo! Y pasa una vez, y pasa otra vez esta vez más cerca, y pasa una tercera vez a un metro el cabrón!
Lo más espectacular son los corales: no hemos visto ni un centimetro descubierto, está todo cubierto de vida; además hay la misma vida (corales y pesces) en 5 metros como en 40...
Pero lo bueno vendrà a partir de mañana: para los proximos 3 días seremos solo Ilaria y yo los ùnicos buceadores... un oceano para nosotros!!!!!
El guia nos ha expresamente pedido "que quereís ahcer?". Bueno, como sabéis yo tengo pendiente el tiburon martillo y Ilaria tiene pendientes los hippocampos (caballitos de mar): nos han prometidos los dos!!!!
Bueno, hemos empezao a bucear... Ya lo se que alguien estaba pendiente de este post, entonces nada de tonterias y hablamos en serio.
Este es el paraiso. Hasta ahora hemos echo 5 buceos y los cincos han sido increibles.
Detalles: agua a 29 grados... una sopa!.
Visibilidad: màs de 30 metros, lo que fastidia un poco es que el cielo está un poco nublado, por lo tanto cuando se llega a 40 metros se empiezan a perder unos colores.
Estamos en baia de Kimbe y SOLO está nuestro resort, es decir que cuando salimos a bucear, SOLO somos nosotros y el guia.
Ayer buceamos tres veces, la primera ha sido increible: pesces, corales, gorgonias de 4 metros (lo prometo!, 4 metros!), tiburones, barracudas, de todo. Un tiburón gris al que le salia un anzuelo desde la boca, y el bicho que se acerca, no tiene miedo! Y pasa una vez, y pasa otra vez esta vez más cerca, y pasa una tercera vez a un metro el cabrón!
Lo más espectacular son los corales: no hemos visto ni un centimetro descubierto, está todo cubierto de vida; además hay la misma vida (corales y pesces) en 5 metros como en 40...
Pero lo bueno vendrà a partir de mañana: para los proximos 3 días seremos solo Ilaria y yo los ùnicos buceadores... un oceano para nosotros!!!!!
El guia nos ha expresamente pedido "que quereís ahcer?". Bueno, como sabéis yo tengo pendiente el tiburon martillo y Ilaria tiene pendientes los hippocampos (caballitos de mar): nos han prometidos los dos!!!!
21 agosto 2010
Barracuda!
Oggi siamo stati fuori in barca per tre immersioni. Abbiamo pranzato a bordo e questo amichetto è stato intorno a noi tutto il tempo...
Papua New Guinea (..ma dov'è sto posto?)
21 Agosto
Scusate il ritardo, ma dove siamo in questo momento, le comunicazioni sono davvero difficili.
Innanzi tutto siamo arrivati in Papua Nuova Guinea, per la nostra settimana di diving.
Il viaggio é stato pittoresco, ma finalmente senza ostacoli: da Cairns (Australia) siamo prima andati a Port Moresby (capitale della Papua Nuova Guinea) e poi con un volo interno siamo arrivati a Hoskins, sull'isola di New Britain. Da qui un transfer con un pulmino del resort e poi...il paradiso.
Siamo in piena foresta tropicale, alberi di 30 metri, ogni centimetro di terra è coperto da qualche pianta, animali da tutte le parti. La prima notte è stata divertente: c'è sato un concerto di rane fino a mezzanotte!
Il resort è molto bello, ben tenuto e davvero wild, nel senso che è completamente ricavato nelmezzo di una piantagione di olio di palma, a 50 chilometri dalla città più vicina (cercare in googlemaps: kimbe, papua new guinea). La nostra prima impressione, arrivati qui, è stata quella di guardarci neglio occhi e domandarci "ma dove cavolo siamo?!?".
Del resto, se qualcuno mi avesse chiesto due mesi fa dove fosse la Papua Nuova Guinea, credo che non avrei saputo trovarla sul mappamondo...
Gente cordiale, resort molto ben organizzato, al massimo può accogliere 40 ospiti, potete ben immaginare che è ancora a misura d'uomo e con attenzione ai dettagli.
Oggi è stato anche il primo giorno di immersioni, tre puciatine fra giardini di coralli e pesci di tutti i tipi: dai piccoli 'nemo' ai grossi barracuda e squali.
Fantastico! Che vita difficile ci aspetta per i prossimi 6 giorni!
Il resort, che l'unica struttura turististica che si affaccia sulla baia di Kimbe, è nato come residenza privata del proprietario delle piantagioni di olio di palma che coprono l'isola, poi per hobbie ha convertito la casa in resort, mantenendo peró lo spirito originario di accogliere amici e trattare i clienti come se lo fossero da sempre.
Tra l'altro, fare immersioni è davvero speciale: siamo solo noi! Oggi in barca eravamo in 5, davvero uno ha la sensazione di essere un esploratore. I pesci non scappano, non sono abituati alla presenza dell'uomo, quindi si fermano con tanta curiosità quanta ne abbiamo noi nei loro confronti!
La foto è dell'aeroporto di Hoskins, in particolare il dettaglio del modernissimo sistema per la distribuzione dei bagagli ai passeggeri...
Scusate il ritardo, ma dove siamo in questo momento, le comunicazioni sono davvero difficili.
Innanzi tutto siamo arrivati in Papua Nuova Guinea, per la nostra settimana di diving.
Il viaggio é stato pittoresco, ma finalmente senza ostacoli: da Cairns (Australia) siamo prima andati a Port Moresby (capitale della Papua Nuova Guinea) e poi con un volo interno siamo arrivati a Hoskins, sull'isola di New Britain. Da qui un transfer con un pulmino del resort e poi...il paradiso.
Siamo in piena foresta tropicale, alberi di 30 metri, ogni centimetro di terra è coperto da qualche pianta, animali da tutte le parti. La prima notte è stata divertente: c'è sato un concerto di rane fino a mezzanotte!
Il resort è molto bello, ben tenuto e davvero wild, nel senso che è completamente ricavato nelmezzo di una piantagione di olio di palma, a 50 chilometri dalla città più vicina (cercare in googlemaps: kimbe, papua new guinea). La nostra prima impressione, arrivati qui, è stata quella di guardarci neglio occhi e domandarci "ma dove cavolo siamo?!?".
Del resto, se qualcuno mi avesse chiesto due mesi fa dove fosse la Papua Nuova Guinea, credo che non avrei saputo trovarla sul mappamondo...
Gente cordiale, resort molto ben organizzato, al massimo può accogliere 40 ospiti, potete ben immaginare che è ancora a misura d'uomo e con attenzione ai dettagli.
Oggi è stato anche il primo giorno di immersioni, tre puciatine fra giardini di coralli e pesci di tutti i tipi: dai piccoli 'nemo' ai grossi barracuda e squali.
Fantastico! Che vita difficile ci aspetta per i prossimi 6 giorni!
Il resort, che l'unica struttura turististica che si affaccia sulla baia di Kimbe, è nato come residenza privata del proprietario delle piantagioni di olio di palma che coprono l'isola, poi per hobbie ha convertito la casa in resort, mantenendo peró lo spirito originario di accogliere amici e trattare i clienti come se lo fossero da sempre.
Tra l'altro, fare immersioni è davvero speciale: siamo solo noi! Oggi in barca eravamo in 5, davvero uno ha la sensazione di essere un esploratore. I pesci non scappano, non sono abituati alla presenza dell'uomo, quindi si fermano con tanta curiosità quanta ne abbiamo noi nei loro confronti!
La foto è dell'aeroporto di Hoskins, in particolare il dettaglio del modernissimo sistema per la distribuzione dei bagagli ai passeggeri...
19 agosto 2010
Transfer da brivido!
19 Agosto
Che sofferenza! Le avventure continuano per i nostri due "turisi fai da te"...
Ieri abbiamo lasciato il camper in Alice Springs, ma il nostro volo per Cairns parte da Ayers Rock, ovvero 460 km più a sud.
Siccome avevamo già comprato e riconfermato i biglietti del pulman per effettuare il trasferimento da Alice a Ayers, eravamo tranquilli e beati. Eravamo. Infatti ieri sera abbiamo ricevuto un messaggio sul cellulare dicendo che il punto di incontro con l'autobus era cambiato e menzionava un fantomatico hotel in centro ad Alice, abbastanza lontano da dove eravamo noi. Panico! Cosa facciamo? Ma non si saranno sbagliati? E noi, alle 5 del mattino, dove andiamo? La nostra preoccupazione era giustificata per i precedenti di questi giorni: i nostri biglietti erano per una compagnia di autobus chiamata Territory Explorer, però durante i giorni passati con il camper avanti e indietro per la Stuart Highway, non abbiamo MAI visto un pulman con questo nome; inoltre, quando ad Alice Springs abbiamo chiesto informazioni su questa compagnia di autobus, NESSUNO la conosceva... In più la cosa molto sospetta è stata che il messaggio era stato inviato alle 18.30, ovvero con gli uffici già chiusi e senza possibilità quindi di chiamare e chiedere spiegazioni... Eravamo davvero preoccupati: perdere questo transfer ci avrebbe complicato molto il viaggio... Che fare, il messaggio sul telefono non era per niente chiaro. Brillante idea di Ilaria: guardiamo la posta elettronica e troviamo una mail di Territory Explorer con maggiori dettagli sul punto di incontro con l'autobus. Siamo un pò più tranquilli, anche se per sicurezza puntiamo tre sveglie e prenotiamo due taxi, cosí da essere sicuri di non mancare all'appuntamento con il nostro pulman.
Arriviamo in perfetto orario al punto di incontro e, sorpresa, arriva il nostro pulman! Siamo in quattro su un autobus da 52, abbastanza comodi...
Che sofferenza! Le avventure continuano per i nostri due "turisi fai da te"...
Ieri abbiamo lasciato il camper in Alice Springs, ma il nostro volo per Cairns parte da Ayers Rock, ovvero 460 km più a sud.
Siccome avevamo già comprato e riconfermato i biglietti del pulman per effettuare il trasferimento da Alice a Ayers, eravamo tranquilli e beati. Eravamo. Infatti ieri sera abbiamo ricevuto un messaggio sul cellulare dicendo che il punto di incontro con l'autobus era cambiato e menzionava un fantomatico hotel in centro ad Alice, abbastanza lontano da dove eravamo noi. Panico! Cosa facciamo? Ma non si saranno sbagliati? E noi, alle 5 del mattino, dove andiamo? La nostra preoccupazione era giustificata per i precedenti di questi giorni: i nostri biglietti erano per una compagnia di autobus chiamata Territory Explorer, però durante i giorni passati con il camper avanti e indietro per la Stuart Highway, non abbiamo MAI visto un pulman con questo nome; inoltre, quando ad Alice Springs abbiamo chiesto informazioni su questa compagnia di autobus, NESSUNO la conosceva... In più la cosa molto sospetta è stata che il messaggio era stato inviato alle 18.30, ovvero con gli uffici già chiusi e senza possibilità quindi di chiamare e chiedere spiegazioni... Eravamo davvero preoccupati: perdere questo transfer ci avrebbe complicato molto il viaggio... Che fare, il messaggio sul telefono non era per niente chiaro. Brillante idea di Ilaria: guardiamo la posta elettronica e troviamo una mail di Territory Explorer con maggiori dettagli sul punto di incontro con l'autobus. Siamo un pò più tranquilli, anche se per sicurezza puntiamo tre sveglie e prenotiamo due taxi, cosí da essere sicuri di non mancare all'appuntamento con il nostro pulman.
Arriviamo in perfetto orario al punto di incontro e, sorpresa, arriva il nostro pulman! Siamo in quattro su un autobus da 52, abbastanza comodi...
Tiriamo un sospiro di sollievo e scarichiamo la tensione accumulata con una bella dormita, il viaggio durerà 5 ore.
Ma le sorprese non finiscono: quando ormai mancano "solo" 180 km l'autista accosta il pulman in pieno deserto dichiarando "credo che abbiamo un problema". Scenario: la Stuart Highway, a 180 km dalla meta e a 150 dalla stazione di servizio precedente; le colonnine SOS a cui siamo abituati sulle nostre autostrade qui sono un'utopia: il cellulare ha smesso di funzionare appena fuori Alice e la radio di bordo arriva a coprire al massimo una decina di chilometri. Quando Leo, il nostro autista, ha detto "credo che abbiamo un problema" ha omesso un piccolo dettaglio: stiamo perdendo una ruota! Più della metà dei bulloni di fissaggio sono tranciati, la ruota si sta staccando! Non ci resta che aspettare, qualcuno passerà... Ed infatti dopo una quindicina di minuti vediamo avvinarsi un pulman; gentilmente ci accolgono a bordo e ci scaricano a destinazione: aeroporto di Ayers Rock, possiamo partire per Cairns!
18 agosto 2010
Alice Springs, i canguri!!!
17 Agosto
La notte è stata più calda del previsto, effettivamente il forte vento che soffia da ieri ha portato una coltre di nubi molto poco comune per questo periodo dell'anno, che ha fatto alzare la temperatura rispetto alla media della stagione. Quindi, notte caldina, dopo le ultime al freddo e al gelo.
Ci svegliamo comunque di buon'ora, anche se oggi per la prima volta non dovremo macinare chilometri, dato che ormai è arrivato il momento di rendere il nostro mitico "Apollo".
Torniamo a fare una passeggiatina alla Telegraph Station, dato che l'altro giorno ci era rimasta la voglia di vedere canguri, che qui sono facili da vedere allo stato brado. Siamo i primi ad arrivare sul posto, verso le 8,30. Spettacolo: appena posteggiato Apollo, dopo 10 mt. iniziamo ad avvistare i primi canguri, bellissimi!!! Questa volta, non essendoci altra nma in giro, sono assolutamente tranquilli e si lasciano avvicinare un po' e fotografare, ne facciamo una scorpacciata durante tutta la camminata, canguri da tutte le parti! Sdraiati al sole, saltando da una roccia all'altra, brucando famelici, siamo proprio sicuri: i cartelli dicono la verità.
Dopo questo bellissimo incontro toccano le faccende domestiche: preparare le valigie e rassettare il camper prima di renderlo.
Con molto rammarico riconsegnamo il nostro Apollo, il contachilometri marca 3.578, non male. Contro la nostra natura italiana dichiariamo lo smarrimento degli asciugamani e veniamo perdonati, non ce li addebitano.
Ormai appiedati (non ci sembra vero!), ci facciamo un bel giretto per il centro di Alice Springs, anzi in realtà la percorriamo in tutta la sua lunghezza, dato che il nostro hotel è alla punta opposta della città. La cittadina, che nonostante sia considerata il cuore economico del centro Australia, conta con davvero con poche anime e si anima nel pomeriggio, quando gli scolari terminano le lezioni. Interessante la politica del Misteroi dell'Educazione per evitare l'assenteismo nelle scuole: tutti gli esercizi pubblici espongono il cartello per cui i ragazzi in età scolare non accompagnati da adulti non possono essere serviti in orario di scuola ("No school, no service!").
Arriviamo all'hotel verso le 18,00 per assistere ad un altro spettacolo: a quest'ora dalla montagna dietro l'hotel scendono dei wallabies (una razza di canguri più piccoli) a cercare cibo, dato che l'hotel fornisce mangime e gli ospiti possono alimentare gli animali direttamente dalle proprie mani. Ovviamente lo facciamo anche noi. I wallabies sono proprio carini e molto morbidi! Alcune femmine hanno il piccolo che sbuca a tratti dal marsupio: che spettacolo!!!
Ora birrozza al bar, dove ci mischiamo alla gente locale e agli aborigeni attaccati ai video pocker (las tragaperras para los españoles!).
Domani mattina sveglia alle 5, se tuttto va bene avremo un pullman per tornare a Yulara (Uluru) dove ci aspetta un aereo per Cairns. Si chiude la tappa dei Northern Territories, da domani Queensland.
Abbiamo la sensazione di una fine, ma il nostro viaggio non è nemmeno arrivato alla metà...non ci possiamo credere!!!
La notte è stata più calda del previsto, effettivamente il forte vento che soffia da ieri ha portato una coltre di nubi molto poco comune per questo periodo dell'anno, che ha fatto alzare la temperatura rispetto alla media della stagione. Quindi, notte caldina, dopo le ultime al freddo e al gelo.
Ci svegliamo comunque di buon'ora, anche se oggi per la prima volta non dovremo macinare chilometri, dato che ormai è arrivato il momento di rendere il nostro mitico "Apollo".
Torniamo a fare una passeggiatina alla Telegraph Station, dato che l'altro giorno ci era rimasta la voglia di vedere canguri, che qui sono facili da vedere allo stato brado. Siamo i primi ad arrivare sul posto, verso le 8,30. Spettacolo: appena posteggiato Apollo, dopo 10 mt. iniziamo ad avvistare i primi canguri, bellissimi!!! Questa volta, non essendoci altra nma in giro, sono assolutamente tranquilli e si lasciano avvicinare un po' e fotografare, ne facciamo una scorpacciata durante tutta la camminata, canguri da tutte le parti! Sdraiati al sole, saltando da una roccia all'altra, brucando famelici, siamo proprio sicuri: i cartelli dicono la verità.
Dopo questo bellissimo incontro toccano le faccende domestiche: preparare le valigie e rassettare il camper prima di renderlo.
Con molto rammarico riconsegnamo il nostro Apollo, il contachilometri marca 3.578, non male. Contro la nostra natura italiana dichiariamo lo smarrimento degli asciugamani e veniamo perdonati, non ce li addebitano.
Ormai appiedati (non ci sembra vero!), ci facciamo un bel giretto per il centro di Alice Springs, anzi in realtà la percorriamo in tutta la sua lunghezza, dato che il nostro hotel è alla punta opposta della città. La cittadina, che nonostante sia considerata il cuore economico del centro Australia, conta con davvero con poche anime e si anima nel pomeriggio, quando gli scolari terminano le lezioni. Interessante la politica del Misteroi dell'Educazione per evitare l'assenteismo nelle scuole: tutti gli esercizi pubblici espongono il cartello per cui i ragazzi in età scolare non accompagnati da adulti non possono essere serviti in orario di scuola ("No school, no service!").
Arriviamo all'hotel verso le 18,00 per assistere ad un altro spettacolo: a quest'ora dalla montagna dietro l'hotel scendono dei wallabies (una razza di canguri più piccoli) a cercare cibo, dato che l'hotel fornisce mangime e gli ospiti possono alimentare gli animali direttamente dalle proprie mani. Ovviamente lo facciamo anche noi. I wallabies sono proprio carini e molto morbidi! Alcune femmine hanno il piccolo che sbuca a tratti dal marsupio: che spettacolo!!!
Ora birrozza al bar, dove ci mischiamo alla gente locale e agli aborigeni attaccati ai video pocker (las tragaperras para los españoles!).
Domani mattina sveglia alle 5, se tuttto va bene avremo un pullman per tornare a Yulara (Uluru) dove ci aspetta un aereo per Cairns. Si chiude la tappa dei Northern Territories, da domani Queensland.
Abbiamo la sensazione di una fine, ma il nostro viaggio non è nemmeno arrivato alla metà...non ci possiamo credere!!!
Etiquetas:
Alice Springs,
Australia,
canguri,
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I campeggiatori
Durante questa esperienza di campeggio, che ci ha portato a trascorrere ogni note in un posto diverso, abbiamo potuto incontrare personaggi davvero singolari. Innanzi tutto c'è da fare una distinzione tra i campeggi vicino a Uluru e King's Canyon, e tutti gli altri lungo la Stuart Highway: i primi due sono veri e propri resort turistici, dove lo spirito è quello dei viaggi organizzati, mentre tutti gli altri, le roadhouses lungo la Stuart, sono punti di passaggio per chi attraversa l'Australia per un motivo o per l'altro. Qui lo spirito dei campeggiatori è molto diverso, sono tutti molto disponibili e pronti ad aiutare due sprovveduti come noi, ancor prima che glielo si chieda. Il barbeque è il principale luogo di socializzazione (al secondo posto il lavaggio dei piatti), qui abbiamo potuto avere conversazioni molto interessanti con svariati personaggi. Abbiamo scoperto che tanti australiani semplicemente vanno in giro per l'Australia: molti hanno venduto tutti loro beni e si sono comprati una roulotte con cui andare a zonzo, alcuni già in pensione, altri di mezza età che comunque hanno messo in conto che un giorno dovranno tornare a lavorare. Ci sono addirittura famiglie con figli adolescenti che hanno scelto di far fare ai fgli la "home school" e nel frattempo di fargli conoscere il loro Paese.
In tutti, ma proprio tutti i campeggi abbiamo sempre trovato cordialità, disponibilità ed un sincero interesse nel voler interagire con noi.
In tutti, ma proprio tutti i campeggi abbiamo sempre trovato cordialità, disponibilità ed un sincero interesse nel voler interagire con noi.
Aborigeni
Durante questo viaggio non abbiamo avuto occasioni di interagire con gente aborigena, quindi l'idea che ci portiamo via è puramente basata su impressioni ricavate dall'osservazione. Forse non rispecchia la realtà, perchè non conosciamo realmente la situazione in tutti i suoi aspetti, certo è che quello che abbiamo potuto vedere non è molto edificante.
Per quello che abbiamo potuto vedere gli aborigeni vivono molto probabilmente di sussidi statali, ciondolando letteralmente tutto il giorno, senza fare alcuna attività costruttiva di alcun tipo.
C'è una minimissima parte che si è integrata e vive una vita "normale"; un'altra piccola parte che per scelta continua a vivere nei parchi nazionali, mantenendo vive le tradizioni delle tribù a cui appartengono; altri che lavorano per i parchi naturali o che si dedicano all'arte aborigena da vendere ai turisti; e poi c'è purtroppo una grande maggioranza che vive a metà: nè integrati, nè come i loro antenati. La loro vita sembra svolgersi in strada, in situazioni marginali. Questa parte purtroppo vive tre problemi: alcolismo, droghe e gioco d'azzardo. Il governo australiano ha proibito il consumo dell'alcool nelle riserve naturali e in tutti gli spazi pubblici, per cercare di limitare la diffusione dell'alcolismo. Inoltre è arrivato a fare richiesta alle compagnie petrolifere di creare un tipo di benzina a basso contenuto di benzene, per evitare che venisse sniffata: si era diffusa l'abitudine di chiedere benzina agli stranieri dicendo che era per la macchina, per poi utilizzarla come allucinogeno.
Il terzo problema è il gioco d'azzardo: ovunque ci siano video poker si trovano aborigeni.
La nostra impressione finale non è positiva, un po' triste, ma non vogliamo esprimere giudizi dal momento che non abbiamo avuto occasione di approfondire. Sicuramente ci è parso vero ciò che dice la guida Lonely Planet: nei posti simbolici per gli aborigeni spicca la loro assenza.
Per quello che abbiamo potuto vedere gli aborigeni vivono molto probabilmente di sussidi statali, ciondolando letteralmente tutto il giorno, senza fare alcuna attività costruttiva di alcun tipo.
C'è una minimissima parte che si è integrata e vive una vita "normale"; un'altra piccola parte che per scelta continua a vivere nei parchi nazionali, mantenendo vive le tradizioni delle tribù a cui appartengono; altri che lavorano per i parchi naturali o che si dedicano all'arte aborigena da vendere ai turisti; e poi c'è purtroppo una grande maggioranza che vive a metà: nè integrati, nè come i loro antenati. La loro vita sembra svolgersi in strada, in situazioni marginali. Questa parte purtroppo vive tre problemi: alcolismo, droghe e gioco d'azzardo. Il governo australiano ha proibito il consumo dell'alcool nelle riserve naturali e in tutti gli spazi pubblici, per cercare di limitare la diffusione dell'alcolismo. Inoltre è arrivato a fare richiesta alle compagnie petrolifere di creare un tipo di benzina a basso contenuto di benzene, per evitare che venisse sniffata: si era diffusa l'abitudine di chiedere benzina agli stranieri dicendo che era per la macchina, per poi utilizzarla come allucinogeno.
Il terzo problema è il gioco d'azzardo: ovunque ci siano video poker si trovano aborigeni.
La nostra impressione finale non è positiva, un po' triste, ma non vogliamo esprimere giudizi dal momento che non abbiamo avuto occasione di approfondire. Sicuramente ci è parso vero ciò che dice la guida Lonely Planet: nei posti simbolici per gli aborigeni spicca la loro assenza.
Kings Canyon Esp
Aqui estamos!
El recorrido por el centro de Australia nos ha llevado a ver dos de los simbolos mas importantes de este pais: Uluru y King's Canyon.
La zona donde nos encontramos la llaman "el centro rojo", por el color de la tierra. Es una parte que se considera desierto, por supuesto no el tipo de desierto con dunas de arena estilo Sahara, sino un desierto distinto: hay plantas, hay arboles, hay vida, pero de toda manera se considera que es desierto por el nivel de lluvia: 2 centimetros al año!
Hemos estado a ver el monolito de Ulurù, una roca que sube desde el desierto por 400m, es un lugar sagrado para los aborigenes, de echo permiten la visita pero te piden de no subir hasta la cumbre. Nosotros decidimos respectar esta petición y limitarnos al sendero que corre a la base del monolito. Es un espectaculo!
Terminado el recorrido vamos a ver el tramonto y los miles de colores que cambian a cada minuto, segun como va bajando el sol.
Hemos estado tambièn a ver otra maravilla: el Katja Tuja, una formación de rocas que distan unos 50 km del monolito. Aquìu hemos echo un sendero llamado "el valle del viento". Silencio, colores, calma, solo el viento nos ha acompañado en esta excursión. Ilaria ha roto los zapatos y nos ha tocado hacer malabarismos para terminar la mitad de recorrido que nos quedaba!
Mañana toca King's Canyon, otra maravilla, otra excursión de unas cuantas horas caminando.
El tiempo: durante el dìa bien, soleado, pero las noches...3, 4 grados de temperatura. Hemos sufrido las primeras noches, pero ahora nos hemos echo Australianos totales...
El recorrido por el centro de Australia nos ha llevado a ver dos de los simbolos mas importantes de este pais: Uluru y King's Canyon.
La zona donde nos encontramos la llaman "el centro rojo", por el color de la tierra. Es una parte que se considera desierto, por supuesto no el tipo de desierto con dunas de arena estilo Sahara, sino un desierto distinto: hay plantas, hay arboles, hay vida, pero de toda manera se considera que es desierto por el nivel de lluvia: 2 centimetros al año!
Hemos estado a ver el monolito de Ulurù, una roca que sube desde el desierto por 400m, es un lugar sagrado para los aborigenes, de echo permiten la visita pero te piden de no subir hasta la cumbre. Nosotros decidimos respectar esta petición y limitarnos al sendero que corre a la base del monolito. Es un espectaculo!
Terminado el recorrido vamos a ver el tramonto y los miles de colores que cambian a cada minuto, segun como va bajando el sol.
Hemos estado tambièn a ver otra maravilla: el Katja Tuja, una formación de rocas que distan unos 50 km del monolito. Aquìu hemos echo un sendero llamado "el valle del viento". Silencio, colores, calma, solo el viento nos ha acompañado en esta excursión. Ilaria ha roto los zapatos y nos ha tocado hacer malabarismos para terminar la mitad de recorrido que nos quedaba!
Mañana toca King's Canyon, otra maravilla, otra excursión de unas cuantas horas caminando.
El tiempo: durante el dìa bien, soleado, pero las noches...3, 4 grados de temperatura. Hemos sufrido las primeras noches, pero ahora nos hemos echo Australianos totales...
Kings Canyon
16 Agosto
La notte è state più mite di quanto ci si aspettasse, meglio così. Ci svegliamo con un vento molto forte e il cielo nuvoloso. La condizione meteo ci preoccupa, come ad altri ospiti del camping: non si sa se si potrà fare l'escursione sulla cresta del canyon e ancora più a rischio il giro in elicottero che era nella nostra lista di "things to do". Alla fine dobbiamo rinunciare al volo, troppo vento, non è possibile. I ranger in ogni caso non chiudono il parco e ci danno la possibilità di fare la camminata spettacolare sul bordo del canyon. È un percorso di 7 km. che dalla base della montagna sale molto ripidamente di 100 mt. fino al bordo superiore del canyon e da lì si snoda lungo dei precipizi vertiginosi per tutto il profilo del canyon. La condizione meteo ci aiuta ad affrontare questa camminata, con il sole a picco sarebbe stato ancora più difficile. La fatica vale la pena: gli scenari, i panorami, la vista del canyon dall'alto sono davvero unici. Esperienza immemorabile, la mettiamo al primo posto di questa nostra prima parte del viaggio, davvero bello!
Ora tocca macinare chilometri, dobbiamo tornare ad Alice Springs per rendere il "nostro" Apollo alla base. Un po' ci dispiace, l'esperienza del campeggio in Australia ci è piaciuta molto.
Sulla strada del ritorno ripassiamo da Erldunda, dove abbiamo dormito un paio di notti fa, per salutare la nostra amica benzinaia, nonchè proprietaria del campeggio, che ci aveva dato buoni consigli sull'itinerario.
Purtroppo non abbiamo la possibilità di fermarci a Stuart Well, per assistere allo spettacolo di Dinki, the singing dingo...ci toccherà tornare...
La notte è state più mite di quanto ci si aspettasse, meglio così. Ci svegliamo con un vento molto forte e il cielo nuvoloso. La condizione meteo ci preoccupa, come ad altri ospiti del camping: non si sa se si potrà fare l'escursione sulla cresta del canyon e ancora più a rischio il giro in elicottero che era nella nostra lista di "things to do". Alla fine dobbiamo rinunciare al volo, troppo vento, non è possibile. I ranger in ogni caso non chiudono il parco e ci danno la possibilità di fare la camminata spettacolare sul bordo del canyon. È un percorso di 7 km. che dalla base della montagna sale molto ripidamente di 100 mt. fino al bordo superiore del canyon e da lì si snoda lungo dei precipizi vertiginosi per tutto il profilo del canyon. La condizione meteo ci aiuta ad affrontare questa camminata, con il sole a picco sarebbe stato ancora più difficile. La fatica vale la pena: gli scenari, i panorami, la vista del canyon dall'alto sono davvero unici. Esperienza immemorabile, la mettiamo al primo posto di questa nostra prima parte del viaggio, davvero bello!
Ora tocca macinare chilometri, dobbiamo tornare ad Alice Springs per rendere il "nostro" Apollo alla base. Un po' ci dispiace, l'esperienza del campeggio in Australia ci è piaciuta molto.
Sulla strada del ritorno ripassiamo da Erldunda, dove abbiamo dormito un paio di notti fa, per salutare la nostra amica benzinaia, nonchè proprietaria del campeggio, che ci aveva dato buoni consigli sull'itinerario.
Purtroppo non abbiamo la possibilità di fermarci a Stuart Well, per assistere allo spettacolo di Dinki, the singing dingo...ci toccherà tornare...
16 agosto 2010
El centro de Australia, el desierto rojo
Aqui estamos!
El recorrido por el centro de Australia nos ha llevado a ver dos de los simbolos mas importantes de este pais: Uluru y King's Canyon.
La zona donde nos encontramos la llaman "el centro rojo", por el color de la tierra. Es una parte que se considera desierto, por supuesto no el tipo de desierto con dunas de arena estilo Sahara, sino un desierto distinto: hay plantas, hay arboles, hay vida, pero de toda manera se considera que es desierto por el nivel de lluvia: 2 centimetros al año!
Hemos estado a ver el monolito de Ulurù, una roca que sube desde el desierto por 400m, es un lugar sagrado para los aborigenes, de echo permiten la visita pero te piden de no subir hasta la cumbre. Nosotros decidimos respectar esta petición y limitarnos al sendero que corre a la base del monolito. Es un espectaculo!
Terminado el recorrido vamos a ver el tramonto y los miles de colores que cambian a cada minuto, segun como va bajando el sol.
Hemos estado tambièn a ver otra maravilla: el Katja Tuja, una formación de rocas que distan unos 50 km del monolito. Aquìu hemos echo un sendero llamado "el valle del viento". Silencio, colores, calma, solo el viento nos ha acompañado en esta excursión. Ilaria ha roto los zapatos y nos ha tocado hacer malabarismos para terminar la mitad de recorrido que nos quedaba!
Mañana toca King's Canyon, otra maravilla, otra excursión de unas cuantas horas caminando.
El tiempo: durante el dìa bien, soleado, pero las noches...3, 4 grados de temperatura. Hemos sufrido las primeras noches, pero ahora nos hemos echo Australianos totales...
El recorrido por el centro de Australia nos ha llevado a ver dos de los simbolos mas importantes de este pais: Uluru y King's Canyon.
La zona donde nos encontramos la llaman "el centro rojo", por el color de la tierra. Es una parte que se considera desierto, por supuesto no el tipo de desierto con dunas de arena estilo Sahara, sino un desierto distinto: hay plantas, hay arboles, hay vida, pero de toda manera se considera que es desierto por el nivel de lluvia: 2 centimetros al año!
Hemos estado a ver el monolito de Ulurù, una roca que sube desde el desierto por 400m, es un lugar sagrado para los aborigenes, de echo permiten la visita pero te piden de no subir hasta la cumbre. Nosotros decidimos respectar esta petición y limitarnos al sendero que corre a la base del monolito. Es un espectaculo!
Terminado el recorrido vamos a ver el tramonto y los miles de colores que cambian a cada minuto, segun como va bajando el sol.
Hemos estado tambièn a ver otra maravilla: el Katja Tuja, una formación de rocas que distan unos 50 km del monolito. Aquìu hemos echo un sendero llamado "el valle del viento". Silencio, colores, calma, solo el viento nos ha acompañado en esta excursión. Ilaria ha roto los zapatos y nos ha tocado hacer malabarismos para terminar la mitad de recorrido que nos quedaba!
Mañana toca King's Canyon, otra maravilla, otra excursión de unas cuantas horas caminando.
El tiempo: durante el dìa bien, soleado, pero las noches...3, 4 grados de temperatura. Hemos sufrido las primeras noches, pero ahora nos hemos echo Australianos totales...
Kata Tutja, le 36 teste
16 Agosto
Notte freddina, effettivamente la temperatura è stata bassa, ma grazie a degli ingegnosi accorgimenti logistici, non abbiamo per nulla sofferto, anzi, quasi caldo.
Tappa seguente, i monti Katja Tuia. Sono delle formazioni rocciose incluse nel parco di Ulurù, distano una cinquantina di km da dove abbiamo campeggiato. Ci svegliamo presto perchè vogliamo arrivare fra i primi: il nostro obiettivo è fare una camminata chiamata "la valle del vento", bellissima per il silenzio e la pace che regnano.
La camminata si snoda per circa 7 km all'intorno delle 36 teste, ovvero le formazioni rocciose che simbolicamente rappresentano delle persone aborigene. Silenzio, pace, paesaggi spettacolari e viste a 360º sul bush australiano.
La nota curiosa è rappresentata dalle scarpe di Ilaria. A metà cammino si sono letteralmente aperte, la suola completamente staccata! Abbiamo dovuto inventarci una soluzione stile McGywer: una l'abbiamo legata con una garza sterile e l'altra l'abbiamo tenuta insieme con gli stessi lacci...Con sommo dispiacere, abbiamo dovuto buttare le scarpe a fine camminata: avevano solo 15 anni, praticamente ancora nuove!
Ci siamo spostati verso il King'g Canyon. Qui passeremo la notte in un campeggio vicino alla nostra tappa di domani. L'obiettivo sarà fare una camminata lungo le pendici del canyon, saranno circa 4 ore, meglio andare a letto presto!
Questa sera cenetta leggera, insalatona greca obbligatoria, visto che nel campeggio non avevano più posti con corrente elettrica, quindi sicuramente il nostro frigorifero si scongelerà... meglio finire tutto quello che abbiamo dentro prima che vada a male (birra compresa!)
Notte freddina, effettivamente la temperatura è stata bassa, ma grazie a degli ingegnosi accorgimenti logistici, non abbiamo per nulla sofferto, anzi, quasi caldo.
Tappa seguente, i monti Katja Tuia. Sono delle formazioni rocciose incluse nel parco di Ulurù, distano una cinquantina di km da dove abbiamo campeggiato. Ci svegliamo presto perchè vogliamo arrivare fra i primi: il nostro obiettivo è fare una camminata chiamata "la valle del vento", bellissima per il silenzio e la pace che regnano.
La camminata si snoda per circa 7 km all'intorno delle 36 teste, ovvero le formazioni rocciose che simbolicamente rappresentano delle persone aborigene. Silenzio, pace, paesaggi spettacolari e viste a 360º sul bush australiano.
La nota curiosa è rappresentata dalle scarpe di Ilaria. A metà cammino si sono letteralmente aperte, la suola completamente staccata! Abbiamo dovuto inventarci una soluzione stile McGywer: una l'abbiamo legata con una garza sterile e l'altra l'abbiamo tenuta insieme con gli stessi lacci...Con sommo dispiacere, abbiamo dovuto buttare le scarpe a fine camminata: avevano solo 15 anni, praticamente ancora nuove!
Ci siamo spostati verso il King'g Canyon. Qui passeremo la notte in un campeggio vicino alla nostra tappa di domani. L'obiettivo sarà fare una camminata lungo le pendici del canyon, saranno circa 4 ore, meglio andare a letto presto!
Questa sera cenetta leggera, insalatona greca obbligatoria, visto che nel campeggio non avevano più posti con corrente elettrica, quindi sicuramente il nostro frigorifero si scongelerà... meglio finire tutto quello che abbiamo dentro prima che vada a male (birra compresa!)
ULURÙ, il centro d'Australia
15 Agosto
In lingua aborigena si pronuncia Ulurù. Siamo nel centro dell'Australia, nel parco nazionale del famoso monolito che sbuca dal deserto.
Siamo arrivati qui da Erldunda, partendo presto visto che la distanza da percorrere non era poca (300 km).
Come sempre, durante il nostro spostamento c'è venuto il solito dubbio sul perchè tutti vanno nella direzione opposta alla nostra. Ad oggi non abbiamo ancora capito...
A circa 150 km dall'arrivo, dopo una piccola cresta, vediamo ergersi il monolito, "the rock" come lo chiamano qui.Ma noi non ci facciamo trarre in inganno, in realtá si tratta del monte Conner, ovvero l'errore più grossolano che può commetere un viaggiatore: tutti, ma proprio tutti, lo confondono con il monolito, accostano e fanno foto per poi accorgersi dopo vari chilometri dell'errore. Dopo un centinaio di km arriviamo vicini a Ulurù e finalmente lo vediamo, questa volta è lui, è quello giusto.La forma: sembra un panettone. Il colore: rosso in tutte le sue tonalità per la conformazione argillosa e ferrosa. Ci sistemiamo nel camping situato a circa 15 km e poi entriamo finalmente nel parco. Ci sono vari sentieri da percorrere, a seconda di quanto si voglia camminare. Noi scegliamo di percorrere il Base Walk, ossia il giro completo della base del monolito. Sono 10,6 km la base, a cui aggiungere le varie estensione per vedere le gole verticali e le pitture rupestri (1,5 km). Tutta la roccia è considerata sacra dagli aborigeni ed in particolare, tuttora alcune aree sono interdette "ai bianchi" e in molti posti non possiamo nemmeno fare foto per rispettare la sacralità del posto. C'è un sentiero che porta alla sommità della roccia, molto impervio e pericoloso da scalare. Gli aborigeni sono contrari a che si salga, di fatto lo rendono possibile ma chiedono esplicitamente di non farlo. Noi decidiamo rispettare la loro richiesta e attenerci strettamente al cammino, anche se immaginiamo che il panorama dall'alto debba essere spettacolare. Il sentiero che percorriamo offre scorci mozzafiato, con giochi di luce e ombre e colori che cambiano a seconda della posizione rispetto al sole. Suggestivi il silenzio che regna tutt'attorno e la quite nonostante la grande affluenza di turisti.
Per il tramonto ci spostiamo di poche centinaia di metri in uno spazio adibito ad osservatorio. Qui aspettiamo il calar del sole e vediamo come i giochi di luce creino effetti sulle pareti della roccia. I colori passano dal rosso all'ocra, al marrone ed al grigio, giusto quando cala il sole. Lo spettacolo della natura però non è ancora terminato: abbiamo una splendida sorpresa lungo la strada per il campeggio. Il cielo si è tinto di rosso, le poche nuvole presenti cambiano il loro colore prendendo toni accesi di viola ed arancione.
Per variare, anche questa sera cena home made sul barbeque, tra l'altro approfittiamo del tempo che abbbiamo per prepararci una pasta al pomodoro che fa sbavare tutto il campeggio...
Domani mattina sveglia presto, torneremo nell'area del parco nazionale ed andremo ai Monti Olga, delle formazioni rocciose a circa 50 km da qui.
La notte si prospetta dura: il ranger ha detto che la minima potrebbe arrivare a 3º...
In lingua aborigena si pronuncia Ulurù. Siamo nel centro dell'Australia, nel parco nazionale del famoso monolito che sbuca dal deserto.
Siamo arrivati qui da Erldunda, partendo presto visto che la distanza da percorrere non era poca (300 km).
Come sempre, durante il nostro spostamento c'è venuto il solito dubbio sul perchè tutti vanno nella direzione opposta alla nostra. Ad oggi non abbiamo ancora capito...
A circa 150 km dall'arrivo, dopo una piccola cresta, vediamo ergersi il monolito, "the rock" come lo chiamano qui.Ma noi non ci facciamo trarre in inganno, in realtá si tratta del monte Conner, ovvero l'errore più grossolano che può commetere un viaggiatore: tutti, ma proprio tutti, lo confondono con il monolito, accostano e fanno foto per poi accorgersi dopo vari chilometri dell'errore. Dopo un centinaio di km arriviamo vicini a Ulurù e finalmente lo vediamo, questa volta è lui, è quello giusto.La forma: sembra un panettone. Il colore: rosso in tutte le sue tonalità per la conformazione argillosa e ferrosa. Ci sistemiamo nel camping situato a circa 15 km e poi entriamo finalmente nel parco. Ci sono vari sentieri da percorrere, a seconda di quanto si voglia camminare. Noi scegliamo di percorrere il Base Walk, ossia il giro completo della base del monolito. Sono 10,6 km la base, a cui aggiungere le varie estensione per vedere le gole verticali e le pitture rupestri (1,5 km). Tutta la roccia è considerata sacra dagli aborigeni ed in particolare, tuttora alcune aree sono interdette "ai bianchi" e in molti posti non possiamo nemmeno fare foto per rispettare la sacralità del posto. C'è un sentiero che porta alla sommità della roccia, molto impervio e pericoloso da scalare. Gli aborigeni sono contrari a che si salga, di fatto lo rendono possibile ma chiedono esplicitamente di non farlo. Noi decidiamo rispettare la loro richiesta e attenerci strettamente al cammino, anche se immaginiamo che il panorama dall'alto debba essere spettacolare. Il sentiero che percorriamo offre scorci mozzafiato, con giochi di luce e ombre e colori che cambiano a seconda della posizione rispetto al sole. Suggestivi il silenzio che regna tutt'attorno e la quite nonostante la grande affluenza di turisti.
Per il tramonto ci spostiamo di poche centinaia di metri in uno spazio adibito ad osservatorio. Qui aspettiamo il calar del sole e vediamo come i giochi di luce creino effetti sulle pareti della roccia. I colori passano dal rosso all'ocra, al marrone ed al grigio, giusto quando cala il sole. Lo spettacolo della natura però non è ancora terminato: abbiamo una splendida sorpresa lungo la strada per il campeggio. Il cielo si è tinto di rosso, le poche nuvole presenti cambiano il loro colore prendendo toni accesi di viola ed arancione.
Per variare, anche questa sera cena home made sul barbeque, tra l'altro approfittiamo del tempo che abbbiamo per prepararci una pasta al pomodoro che fa sbavare tutto il campeggio...
Domani mattina sveglia presto, torneremo nell'area del parco nazionale ed andremo ai Monti Olga, delle formazioni rocciose a circa 50 km da qui.
La notte si prospetta dura: il ranger ha detto che la minima potrebbe arrivare a 3º...
Alice Springs
14 Agosto
Il viaggio prosegue per Alice Springs, abbiamo fatto 560 km di un fiato per arrivare fin qui dove, speriamo poter recuperare la valigia...
Nel frattempo abbiamo avuto il primo contrattempo da campeggiatori inesperti: questa mattina ci siamo resi conto che abbiamo lasciato gli asciugamani ad asciugare nell'ultimo camoeggio in cui ci siamo docciati...va bè, ne abbiamo di riserva.
Poco dopo Tennants Creek abbiamo incontrato le Devils Marbles, ovvero delle formazioni rocciose perfettamente rotonde, levigate da millenni di vento e sospese in posizioni improbabili: una sfida costante alle leggi dell'equilibrio e della gravità.
Le roadhouse lungo il percorso sono una più pittoresca dell'altra, ognuna a tema: chi ha appeso targhe di auto, chi cappellini da baseball, chi magliette o altri oggetti vari. In ognuna immancabilmente un biliardo, che probabilmente è l'unico passatempo serale di luoghi in cui c'è la roadhouse con il benzinaio e un campeggio dietro: abitanti fissi credo non superino le 5 o 6 unità...nell'arco di almeno 100 km.
Arriviamo ad Alice verso l'ora di pranzo, passando per la vecchia stazione del telegrafo, una delle ultime 4 rimaste, dove ci facciamo una camminata in mezzo ai canguri. Il luogo è davvero bello e offre vari tipi di sentieri con lunghezze diverse, noi ne prendiamo uno rapido, perchè dobbiamo poi correre a vedere se la nostra valigia è finalmete arrivata. Raggiungiamo l'aeroporto nel pomeriggio e ci dirigiamo al banco Qantas, confidando di ricevere subito il nostro bagaglio. In realtà il tizio rimane inebetito e dice di non evere alcuna notizia di una valigia smarrita...anche noi rimaniamo sbigottiti (primi due secondi), poi monta l'incazzatura, anche se riusciamo a mantenere contegno inglese.Tira e molla (in tutto ciò nessuno consulta alcun terminale, tutto con passaparola tra banchi check in: "sai di una valigia che doveva arrivare da Darwin?", "no, assolutamente non è arrivato nulla"....) alla fine dopo qualche bestemmia si decidono a chiamare il reparto bagali che dice "si, abbiamo una valigia, è di un tal MOIOLO". Si, si, è sicuramente la nostra!!! Finalmente siamo di nuovo in quattro: noi e le due valigie. Il camper è al completo.
Ora via di corsa versa Erldunda (si, si scrive proprio così! la pronuncia impossibile), ridente roadhouse al crocevia in cui si lascia la Stuart Highway per proseguire per Ayers Rock. Qui ci fermiamo a dormire, alla reception vediamo le previsioni del tempo e le temperature...giorno 24º, notte 4º...paura!!! Cenetta con hamburger australiane cucinate come ogni sera sui barbeque che tutti i campeggi mettono a disposizione dei clienti, vinello australiano non male e gli ultimi cantucci toscani comprati in Spagna.
Poi ci prepariamo per la notte organizzando ben bene il nostro letto, con sacchi a pelo, coperte, calze e pile. Nonostante il freddo non faremo fatica ad addormentarci: oggi abbiamo percorso 800 km. Domani mattina vi racconteremo...
Il viaggio prosegue per Alice Springs, abbiamo fatto 560 km di un fiato per arrivare fin qui dove, speriamo poter recuperare la valigia...
Nel frattempo abbiamo avuto il primo contrattempo da campeggiatori inesperti: questa mattina ci siamo resi conto che abbiamo lasciato gli asciugamani ad asciugare nell'ultimo camoeggio in cui ci siamo docciati...va bè, ne abbiamo di riserva.
Poco dopo Tennants Creek abbiamo incontrato le Devils Marbles, ovvero delle formazioni rocciose perfettamente rotonde, levigate da millenni di vento e sospese in posizioni improbabili: una sfida costante alle leggi dell'equilibrio e della gravità.
Le roadhouse lungo il percorso sono una più pittoresca dell'altra, ognuna a tema: chi ha appeso targhe di auto, chi cappellini da baseball, chi magliette o altri oggetti vari. In ognuna immancabilmente un biliardo, che probabilmente è l'unico passatempo serale di luoghi in cui c'è la roadhouse con il benzinaio e un campeggio dietro: abitanti fissi credo non superino le 5 o 6 unità...nell'arco di almeno 100 km.
Arriviamo ad Alice verso l'ora di pranzo, passando per la vecchia stazione del telegrafo, una delle ultime 4 rimaste, dove ci facciamo una camminata in mezzo ai canguri. Il luogo è davvero bello e offre vari tipi di sentieri con lunghezze diverse, noi ne prendiamo uno rapido, perchè dobbiamo poi correre a vedere se la nostra valigia è finalmete arrivata. Raggiungiamo l'aeroporto nel pomeriggio e ci dirigiamo al banco Qantas, confidando di ricevere subito il nostro bagaglio. In realtà il tizio rimane inebetito e dice di non evere alcuna notizia di una valigia smarrita...anche noi rimaniamo sbigottiti (primi due secondi), poi monta l'incazzatura, anche se riusciamo a mantenere contegno inglese.Tira e molla (in tutto ciò nessuno consulta alcun terminale, tutto con passaparola tra banchi check in: "sai di una valigia che doveva arrivare da Darwin?", "no, assolutamente non è arrivato nulla"....) alla fine dopo qualche bestemmia si decidono a chiamare il reparto bagali che dice "si, abbiamo una valigia, è di un tal MOIOLO". Si, si, è sicuramente la nostra!!! Finalmente siamo di nuovo in quattro: noi e le due valigie. Il camper è al completo.
Ora via di corsa versa Erldunda (si, si scrive proprio così! la pronuncia impossibile), ridente roadhouse al crocevia in cui si lascia la Stuart Highway per proseguire per Ayers Rock. Qui ci fermiamo a dormire, alla reception vediamo le previsioni del tempo e le temperature...giorno 24º, notte 4º...paura!!! Cenetta con hamburger australiane cucinate come ogni sera sui barbeque che tutti i campeggi mettono a disposizione dei clienti, vinello australiano non male e gli ultimi cantucci toscani comprati in Spagna.
Poi ci prepariamo per la notte organizzando ben bene il nostro letto, con sacchi a pelo, coperte, calze e pile. Nonostante il freddo non faremo fatica ad addormentarci: oggi abbiamo percorso 800 km. Domani mattina vi racconteremo...
Tennant's Creek
13/08/2010
Sveglia all'alba, ma niente doccia per il freddo e l'umidità.
La notte l'abbiamo trascorsa bene, faceva un freddo cane ma noi eravamo preparati con i nostri sacchi a pelo e le coperte fin sopra le orecchie.
Si riparte e giá la prima avventura. Dobbiamo fare benzina, ma la pompa fa un rumoraccio e non eroga nulla. Chiamiamo il benzinaio che pare non farci caso, in realtà dopo qualche istante esce con una bottiglietta di gatorade in una mano ed una chiave inglese storta nell'altra. Si mette a smontare la pompa e riempie di gatorade (o altro liquido arancione) il filtro della benzina installato dentro la pompa... noi lo guardiamo impietriti e realizziamo che dice anche degli improperi rivolti forse a noi o forse alla pompa, fatto stà che nonostante tutto facciamo il pieno in queste condizioni di totale sicurezza, con la pompa ancora mezza aperta, mentre lui torna a riempire la bottiglietta di gatorade, questa volta di liquido rosa... meglio non farsi domande se si temono le risposte.
Prima tappa il Daly Waters Pub. Per descrivere questo posto le parole non sono sufficienti. Appena possibile metteremo foto. Per darvi un'idea, comunque, bisogna immaginare che stiamo viaggiando sulla Stuart Highway, ovvero la strada che attraversando da Nord a Sud l'Australia unisce la città di Adelaide al sud, con la città di Darwin al nord. Nella zona in cui ci troviamo adesso, la gente è solo di passaggio, esattamente come noi. Non c'è nulla, a parte dei panorami mozzafiato e qualche canguro.
Bene, nel mezzo di questo nulla, sorge il Daly Waters e dal 1930, chiunque passi per la Stuart Highway, si ferma obbligatoriamente in questo pub. E lascia un ricordo. Il risultato è un'ammasso di reggiseni (del 1950!), di mutande, magliette, foto, monete, cimeli, ciabatte, insomma, qualsiasi cosa che una persona possa appendere a una delle pareti del pub in segno di ricordo. Da oggi ci sono appese anche le nostre foto tessera, proprio sul bancone principale, vicino alla cassa.
Dopo questo escursus stile Tarantino, ci rimettiamo sulla Stuart, dobbiamo arrivare a Tennants Creek prima di sera, ci sono 450 km.
Sembrano pochi, ma la velocità media non è superiore ai 100 all'ora, oltre è troppo pericoloso per gli animali in libertà che possono inaspettatamente attraversare la strada: ogni pochi metri ci sono cadaveri di canguri ed altre bestie a bordo strada, con relativi stormi di corvi e altri predatori a fare festa con le carni.
Lungo la strada vediamo sfilare altri tre pub molto pittoreschi: sono le Roadhouse, ovvero la versione dell'Outback dei nostri Autogrill. Oltre a questo nulla, ma proprio nulla. A perdita d'occhio non si vede un segno di vita o di civiltà. Solo spazi immensi.
Raggiungiamo Tennants Creek verso le 5: siamo tornati nella civiltà, dopo l'esperienza nel camping di ieri dove è stato difficile anche andare in bagno (very wild). Tocca fare le lavatrici, nel frattempo cenetta con frittata e verdure alla piastra. In tutti i campeggi c'è l'uso gratuito del BBQ con la regola di lasciare tutto pulito dopo l'uso. Noi troviamo le piastre impeccabili, addirittura rilucenti. Cuciniamo con allegria e sul finire della cena capiamo perché le piastre fossero tanto pulite: una volta tiepide, sono prese d'assalto da due dingo (cani selvatici) che le leccano fino a farle brillare... bè almeno non le abbiamo dovute pulire...
Domani andremo ad Alice Springs dove speriamo ritrovare la nostra valigia perduta...
Sveglia all'alba, ma niente doccia per il freddo e l'umidità.
La notte l'abbiamo trascorsa bene, faceva un freddo cane ma noi eravamo preparati con i nostri sacchi a pelo e le coperte fin sopra le orecchie.
Si riparte e giá la prima avventura. Dobbiamo fare benzina, ma la pompa fa un rumoraccio e non eroga nulla. Chiamiamo il benzinaio che pare non farci caso, in realtà dopo qualche istante esce con una bottiglietta di gatorade in una mano ed una chiave inglese storta nell'altra. Si mette a smontare la pompa e riempie di gatorade (o altro liquido arancione) il filtro della benzina installato dentro la pompa... noi lo guardiamo impietriti e realizziamo che dice anche degli improperi rivolti forse a noi o forse alla pompa, fatto stà che nonostante tutto facciamo il pieno in queste condizioni di totale sicurezza, con la pompa ancora mezza aperta, mentre lui torna a riempire la bottiglietta di gatorade, questa volta di liquido rosa... meglio non farsi domande se si temono le risposte.
Prima tappa il Daly Waters Pub. Per descrivere questo posto le parole non sono sufficienti. Appena possibile metteremo foto. Per darvi un'idea, comunque, bisogna immaginare che stiamo viaggiando sulla Stuart Highway, ovvero la strada che attraversando da Nord a Sud l'Australia unisce la città di Adelaide al sud, con la città di Darwin al nord. Nella zona in cui ci troviamo adesso, la gente è solo di passaggio, esattamente come noi. Non c'è nulla, a parte dei panorami mozzafiato e qualche canguro.
Bene, nel mezzo di questo nulla, sorge il Daly Waters e dal 1930, chiunque passi per la Stuart Highway, si ferma obbligatoriamente in questo pub. E lascia un ricordo. Il risultato è un'ammasso di reggiseni (del 1950!), di mutande, magliette, foto, monete, cimeli, ciabatte, insomma, qualsiasi cosa che una persona possa appendere a una delle pareti del pub in segno di ricordo. Da oggi ci sono appese anche le nostre foto tessera, proprio sul bancone principale, vicino alla cassa.
Dopo questo escursus stile Tarantino, ci rimettiamo sulla Stuart, dobbiamo arrivare a Tennants Creek prima di sera, ci sono 450 km.
Sembrano pochi, ma la velocità media non è superiore ai 100 all'ora, oltre è troppo pericoloso per gli animali in libertà che possono inaspettatamente attraversare la strada: ogni pochi metri ci sono cadaveri di canguri ed altre bestie a bordo strada, con relativi stormi di corvi e altri predatori a fare festa con le carni.
Lungo la strada vediamo sfilare altri tre pub molto pittoreschi: sono le Roadhouse, ovvero la versione dell'Outback dei nostri Autogrill. Oltre a questo nulla, ma proprio nulla. A perdita d'occhio non si vede un segno di vita o di civiltà. Solo spazi immensi.
Raggiungiamo Tennants Creek verso le 5: siamo tornati nella civiltà, dopo l'esperienza nel camping di ieri dove è stato difficile anche andare in bagno (very wild). Tocca fare le lavatrici, nel frattempo cenetta con frittata e verdure alla piastra. In tutti i campeggi c'è l'uso gratuito del BBQ con la regola di lasciare tutto pulito dopo l'uso. Noi troviamo le piastre impeccabili, addirittura rilucenti. Cuciniamo con allegria e sul finire della cena capiamo perché le piastre fossero tanto pulite: una volta tiepide, sono prese d'assalto da due dingo (cani selvatici) che le leccano fino a farle brillare... bè almeno non le abbiamo dovute pulire...
Domani andremo ad Alice Springs dove speriamo ritrovare la nostra valigia perduta...
12 agosto 2010
Katherine (esp)
Hasta ahora todo super bien, estamo pasando la noche en un verdadero camping australiano, se podría decir básico. Pero el entorno es espectacular: en el cielo se pueden contar miles y miles de estrellas, alrederor nuestro solo campos y un silencio que se aprecia mucho.
La proxima noche seguro dormiremos bien, además porque tendremos sacos de dormir y hemos cerrado las ventanas, que frio ayer! Las noches son muy frias en estas latitudes y a partir de mañana, en el desierto, nos esperan noches aun más frias. Hemos hablado con otro del camping que viene del sur y una noche han llegado a 2 grados, hasta se congelaron las ventanillas.
Hoy hemos estado con un crucero a lo largo de un río, gargatas increibles y un escenario que corta la respiración, luego un baño relajante en las aguas termales de Matalanka: 32 grados!!!
Sentimos no poder traducirlo todo, os toca entrenar un poco el italiano!
Hasta la proxima!
La proxima noche seguro dormiremos bien, además porque tendremos sacos de dormir y hemos cerrado las ventanas, que frio ayer! Las noches son muy frias en estas latitudes y a partir de mañana, en el desierto, nos esperan noches aun más frias. Hemos hablado con otro del camping que viene del sur y una noche han llegado a 2 grados, hasta se congelaron las ventanillas.
Hoy hemos estado con un crucero a lo largo de un río, gargatas increibles y un escenario que corta la respiración, luego un baño relajante en las aguas termales de Matalanka: 32 grados!!!
Sentimos no poder traducirlo todo, os toca entrenar un poco el italiano!
Hasta la proxima!
KATHERINE
Nella puntata di ieri avevamo giusto chiuso con le ultime parole famose: "temperatura gradevole e niente insetti". Verso le due di notte abbiamo capito perchè: un freddo porco! La temperatura rispetto ai primi giorni, quando eravamo vicini alla costa, è precipitata. Noi, belli belli, freschi freschi, ci siamo addormentati con tutte le finestre aperte e un semplice lenzuolino addosso... Che freddo, quasi congeliamo. C'erano 13 gradi fuori e dentro il camper; il problema verrà da adesso in avanti: nel deserto la temperatura notturna scende fino a due gradi. Questa notte peró siamo preparati al peggio: finestre del camper chiuse a partire dalle 4 del pomeriggio, sacchi a pelo, indumenti vari e per gestire perfettamente le entrate/uscite dal camper, mangiamo all'unisono per evacquare all'unisono (citazione da Marrakesh Express).
La tappa di oggi: Nitmiluk National Park e le terme di Mataranka.
Partiamo dal Nitmiluk: crociera su un barchino lungo il fiume che nel corso dei millenni ha eroso le montagne ed ha creato un canyon, con gole profonde e pareti verticali di 50 metri. Bellissimo.
A continuazione mega camminatone lungo un sentiero sulla cresta del canyon, ovviamente rispettando alla lettera tutti i consigli del perfetto escursionista. Su ogni guida che si rispetti si dedicano ampi commenti sulle regole da seguire: portare acqua, indumenti leggeri e di colore chiaro ed evitare le ore di massimo calore. Questa la teoria. Noi: la nostra camminata è stata dalle 13.00 alle 15.00, senza acqua e indumenti scuri (Ilaria in nero, classico e molto fine; Davide in blu notte, da sera).
In realtà l'acqua l'avremmo anche trovata a metà strada: Ilaria si lancia sul rubinetto ma io la salvo! "Noooo, non bere! Sicuramente è avvelenata, non vedi che è un lavaocchi di emergenza?". Analisi logica: lavaocchi di emergenza: ma chi 'zzo mette un lavaocchi in mezzo al nulla?!? E se anche fosse, perchè dovrebbe essere avvelenato? Sarà il caldo, sarà la fatica ma nonostante flebili proteste, Ilaria si convince della veridicità della cazzata e rinuncia a bere per poi insultarmi una volta tornati al camper ed essersi reidratata, recuperando il senno.
Tappa successiva: le sorgenti calde di Mataranka. Prima di tutto, per arrivare fin qui abbiamo fatto un bel pezzo della Stuart Highway, chilometri e chilometri di strada dritta e incrociando poche, ma proprio poche, macchine. Ed è solo l'inizio, i prossimi giorni saranno di solo deserto.
A Mataranka facciamo il bagno in queste pozze di acqua calda (32 gradi) nel mezzo di una foresta: lo scenario è da film, sentiero nella selva, che poi si apre in uno spiazzo ed ecco le pozze di acqua calda. Relax totale!
Ci stiamo preparando per la notte, siamo in un camping molto vicino alle pozze. Il campeggio è molto diverso dai precedenti, si potrebbe definire con l'aggettivo "essenziale". Ma l'ambiente è spettacolare: il cielo terso e stellato, intorno a noi campi e il silenzio totale. Dormiremo sicuramente bene (e caldi!)
Domani tappa verso Tennant Creek.
La tappa di oggi: Nitmiluk National Park e le terme di Mataranka.
Partiamo dal Nitmiluk: crociera su un barchino lungo il fiume che nel corso dei millenni ha eroso le montagne ed ha creato un canyon, con gole profonde e pareti verticali di 50 metri. Bellissimo.
A continuazione mega camminatone lungo un sentiero sulla cresta del canyon, ovviamente rispettando alla lettera tutti i consigli del perfetto escursionista. Su ogni guida che si rispetti si dedicano ampi commenti sulle regole da seguire: portare acqua, indumenti leggeri e di colore chiaro ed evitare le ore di massimo calore. Questa la teoria. Noi: la nostra camminata è stata dalle 13.00 alle 15.00, senza acqua e indumenti scuri (Ilaria in nero, classico e molto fine; Davide in blu notte, da sera).
In realtà l'acqua l'avremmo anche trovata a metà strada: Ilaria si lancia sul rubinetto ma io la salvo! "Noooo, non bere! Sicuramente è avvelenata, non vedi che è un lavaocchi di emergenza?". Analisi logica: lavaocchi di emergenza: ma chi 'zzo mette un lavaocchi in mezzo al nulla?!? E se anche fosse, perchè dovrebbe essere avvelenato? Sarà il caldo, sarà la fatica ma nonostante flebili proteste, Ilaria si convince della veridicità della cazzata e rinuncia a bere per poi insultarmi una volta tornati al camper ed essersi reidratata, recuperando il senno.
Tappa successiva: le sorgenti calde di Mataranka. Prima di tutto, per arrivare fin qui abbiamo fatto un bel pezzo della Stuart Highway, chilometri e chilometri di strada dritta e incrociando poche, ma proprio poche, macchine. Ed è solo l'inizio, i prossimi giorni saranno di solo deserto.
A Mataranka facciamo il bagno in queste pozze di acqua calda (32 gradi) nel mezzo di una foresta: lo scenario è da film, sentiero nella selva, che poi si apre in uno spiazzo ed ecco le pozze di acqua calda. Relax totale!
Ci stiamo preparando per la notte, siamo in un camping molto vicino alle pozze. Il campeggio è molto diverso dai precedenti, si potrebbe definire con l'aggettivo "essenziale". Ma l'ambiente è spettacolare: il cielo terso e stellato, intorno a noi campi e il silenzio totale. Dormiremo sicuramente bene (e caldi!)
Domani tappa verso Tennant Creek.
KAKADU
10/8/2010 (più o meno)
Sveglia all'alba direzione Parco Nazionale del Kakadu (200 km da Darwin). Vediamo i primi canguri, ci sono per davvero!
Ubirr, con una panoramica spettacolare a 360º sul parco, le pitture rupestri degli aborigeni; il Angbangbag Billabong, un
acquitrino pieno di colonie di uccelli e coccodrilli...o almeno così dicono i cartelli, noi non li vediamo, ma diamo per
buono il cartello e non ci avviciniamo nemmeno all'acqua.
Notte nel Kakadu, parcheggiati bene in piano, ma non abbiamo armi per combattere l'umidità al 300% e le colonie di zanzare e
altre bestie sconosciute, attratte dal nostro sangue europeo. Il Jet lag è sempre una realtà, il terzo ospite del camper.
Della nostra valigia nessuna notizia, ma al momento non ne sentiamo più di tanto la mancanza visto che contiene l'attrezzatura sub.. sicuramente saremo più nervosi quando si avvicinerà la partenza per Papua. Al momento viaggiamo più leggeri.
Tra l'altro siamo da due giorni scollegati dal mondo: niente copertura di rete cellulare, internet cafe' ko.
11/08/10 (crediamo)
Sveglia e crociera sullo Yellow River, fiume infestato dai coccodrilli, che però convivono con tante specia diverse di
volatili di tutti i tipi e colori, molto bello. Poi il Centro Culturale Aborigeno, per indottrinarci un po' sulle popolazioni
locali e via verso l'uscita del parco verso la cittadina di Katherine.
Sulla strada il Mary River Roadhouse in tipico stile western, un benzinaio nel nulla con un bar gestito da un donnone enorme
la classica cameriera americana con uniforme rosa.
Prima di arrivare a Katherine passiamo per Edith Falls, piscine naturali in cui si può fare il bagno...però solo dalle
7 del mattino alle 7 di sera, perchè nelle altre ore i coccodrilli si nutrono...noi arriviamo alle 3 del pomeriggio e
riteniamo che sia orario sicuro, sperando di non sbagliarci con il fuso orario, quindi ci facciamo un bel bagnetto
rigenerante. Solo Ilaria ha subito un'aggressione feroce da un pescetto stronzo che ha lasciato il segno di un enorme
succhiotto sulla caviglia.
Arrivo a Katherine, spesa, super cenetta e notte in camping. Temperatura gradevole e niente insetti.
La nostra valigia pare sia arrivata a Darwin, quindi ora ce la dovranno spedire ad Alice Springs, dove arriveremo fra due giorni, speriamo...
Sveglia all'alba direzione Parco Nazionale del Kakadu (200 km da Darwin). Vediamo i primi canguri, ci sono per davvero!
Ubirr, con una panoramica spettacolare a 360º sul parco, le pitture rupestri degli aborigeni; il Angbangbag Billabong, un
acquitrino pieno di colonie di uccelli e coccodrilli...o almeno così dicono i cartelli, noi non li vediamo, ma diamo per
buono il cartello e non ci avviciniamo nemmeno all'acqua.
Notte nel Kakadu, parcheggiati bene in piano, ma non abbiamo armi per combattere l'umidità al 300% e le colonie di zanzare e
altre bestie sconosciute, attratte dal nostro sangue europeo. Il Jet lag è sempre una realtà, il terzo ospite del camper.
Della nostra valigia nessuna notizia, ma al momento non ne sentiamo più di tanto la mancanza visto che contiene l'attrezzatura sub.. sicuramente saremo più nervosi quando si avvicinerà la partenza per Papua. Al momento viaggiamo più leggeri.
Tra l'altro siamo da due giorni scollegati dal mondo: niente copertura di rete cellulare, internet cafe' ko.
11/08/10 (crediamo)
Sveglia e crociera sullo Yellow River, fiume infestato dai coccodrilli, che però convivono con tante specia diverse di
volatili di tutti i tipi e colori, molto bello. Poi il Centro Culturale Aborigeno, per indottrinarci un po' sulle popolazioni
locali e via verso l'uscita del parco verso la cittadina di Katherine.
Sulla strada il Mary River Roadhouse in tipico stile western, un benzinaio nel nulla con un bar gestito da un donnone enorme
la classica cameriera americana con uniforme rosa.
Prima di arrivare a Katherine passiamo per Edith Falls, piscine naturali in cui si può fare il bagno...però solo dalle
7 del mattino alle 7 di sera, perchè nelle altre ore i coccodrilli si nutrono...noi arriviamo alle 3 del pomeriggio e
riteniamo che sia orario sicuro, sperando di non sbagliarci con il fuso orario, quindi ci facciamo un bel bagnetto
rigenerante. Solo Ilaria ha subito un'aggressione feroce da un pescetto stronzo che ha lasciato il segno di un enorme
succhiotto sulla caviglia.
Arrivo a Katherine, spesa, super cenetta e notte in camping. Temperatura gradevole e niente insetti.
La nostra valigia pare sia arrivata a Darwin, quindi ora ce la dovranno spedire ad Alice Springs, dove arriveremo fra due giorni, speriamo...
DARWIN
Arrivo a Darwin alle 1,40 ora locale, riusciamo a sfruttare parte della notte al hotel Confort Inn Vitina, che comunque avremmo perso, poi una doccia e via per le strade di Darwin, nulla di irresistibile, ma bellina da passeggiare. Gli aborigeni qui purtroppo sono per lo più indigenti alcolizzati che vivono per strada con gli aiuti statali.
Dopo la passeggiatina ci affrettiamo a ritirare il nostro mini camper e ci dicono che abbiamo avuto un upgrade: non sarà un Cheapa Campa, ma un Apollo! Bè, saltiamo sul nostro Apollo e via per il nostro itinerario on the road... Bè, via mica tanto, dato che in realtà dobbiamo aspettare la valigia, quindi già stufi di avere a che fare con vari operatori telefonici, ci dirigiamo verso l'aeroporto per avere maggiori informazioni, dopo aver tirato di nuovo fuori i denti ci dicono che ovviamente possiamo partire e ce sono disposti a consegnarci la valigia in qualsiasi tappa del nostro viaggio.
Ok, ma ora è troppo tardi per partire, dopo il tramonto non ci si muove, troppi animali per la strada: "you see two eyes, bump, it's too late"...hai ammazzato il canguro e hai distrutto parte della macchina (nb in Australia l'assicurazione è puramente opzionale...). Decidiamo quindi di concederci un fish 'n chips al wharf di Darwin, un posto cool dove si mangia tutti insiseme dei piatti preparati al momento. Barramundi e calamari, con birretta gelata! Che vita! C'e' tutta Darwin, almeno 200 persone...
Prima notte di campeggio: molti animali rumorosi e sicuramente molto feroci, jet lag da cavallo e camper abilmente parcheggiato in discesa...alle due di notte leggero mal di testa e mancata circolazione nei piedi...
Dopo la passeggiatina ci affrettiamo a ritirare il nostro mini camper e ci dicono che abbiamo avuto un upgrade: non sarà un Cheapa Campa, ma un Apollo! Bè, saltiamo sul nostro Apollo e via per il nostro itinerario on the road... Bè, via mica tanto, dato che in realtà dobbiamo aspettare la valigia, quindi già stufi di avere a che fare con vari operatori telefonici, ci dirigiamo verso l'aeroporto per avere maggiori informazioni, dopo aver tirato di nuovo fuori i denti ci dicono che ovviamente possiamo partire e ce sono disposti a consegnarci la valigia in qualsiasi tappa del nostro viaggio.
Ok, ma ora è troppo tardi per partire, dopo il tramonto non ci si muove, troppi animali per la strada: "you see two eyes, bump, it's too late"...hai ammazzato il canguro e hai distrutto parte della macchina (nb in Australia l'assicurazione è puramente opzionale...). Decidiamo quindi di concederci un fish 'n chips al wharf di Darwin, un posto cool dove si mangia tutti insiseme dei piatti preparati al momento. Barramundi e calamari, con birretta gelata! Che vita! C'e' tutta Darwin, almeno 200 persone...
Prima notte di campeggio: molti animali rumorosi e sicuramente molto feroci, jet lag da cavallo e camper abilmente parcheggiato in discesa...alle due di notte leggero mal di testa e mancata circolazione nei piedi...
SYDNEY (español)
Terra d'Australia!
Por fin Sidney, por fin Australia!
A pesar de los inconvenientes vividos asta aquí, estamos pisando la tierra de los canguros!
Que ha pasado: el vuelo de Barcelona a Londres ha llegado con mucho retraso y hemos perdido nuestra conexión con el vuelo Londres-Sydney.
Noche en hotel a Londres y a esperar el vuelo del día siguiente. El problema pero no ha sido solo esto ya, porque el perder este vuelo intercontinental nos ha fastidiato tambièn la conexìon interna con Darwin.
Gracias a internet y a una chica muy amable del mostrador de JetStar (los del vuelo para Darwin) pero tenemos planeado el vuelo para las 21.30, al final el retraso que acumulamos es de 6 horas.
Bueno, hay que decir también que nos han ocurrido otras dos cosas: solo ha llagado una maleta, la otra nos la entregaran mañana, si dios quiere y el tiempo lo permite... y la otra es que he estado a punto de no poder entrar en Australia. Los del immigration office se han puestos firmes a la hora de comprobar mi pasaporte, parece que la fotografia está medio descolgada y creian que era un documento falso (ya se que las malas lenguas dirán:"claro, de un italiano lo minimo que te puedes esperar es que tenga documentación falsa...)
Ahora estamos en el avión para Darwin, llegaremos a las 1.40 de la noche del 9 de Agosto.
Nuevas informaciones una vez que estaremos en el Territorio del Noroeste.
Por fin Sidney, por fin Australia!
A pesar de los inconvenientes vividos asta aquí, estamos pisando la tierra de los canguros!
Que ha pasado: el vuelo de Barcelona a Londres ha llegado con mucho retraso y hemos perdido nuestra conexión con el vuelo Londres-Sydney.
Noche en hotel a Londres y a esperar el vuelo del día siguiente. El problema pero no ha sido solo esto ya, porque el perder este vuelo intercontinental nos ha fastidiato tambièn la conexìon interna con Darwin.
Gracias a internet y a una chica muy amable del mostrador de JetStar (los del vuelo para Darwin) pero tenemos planeado el vuelo para las 21.30, al final el retraso que acumulamos es de 6 horas.
Bueno, hay que decir también que nos han ocurrido otras dos cosas: solo ha llagado una maleta, la otra nos la entregaran mañana, si dios quiere y el tiempo lo permite... y la otra es que he estado a punto de no poder entrar en Australia. Los del immigration office se han puestos firmes a la hora de comprobar mi pasaporte, parece que la fotografia está medio descolgada y creian que era un documento falso (ya se que las malas lenguas dirán:"claro, de un italiano lo minimo que te puedes esperar es que tenga documentación falsa...)
Ahora estamos en el avión para Darwin, llegaremos a las 1.40 de la noche del 9 de Agosto.
Nuevas informaciones una vez que estaremos en el Territorio del Noroeste.
SYDNEY!
Terra d'Australia!
Atterrati perfettamente a Sydney!
Sono le 18,45 del giorno 8 Agosto. Ilaria e Davide sbarcano in terra di canguri.
Il prossimo volo per Darwin e' alle 21.30, dobbiamo correre per cercare di riuscire a prenderlo. Se ce la facessimo, recupereremmo una gran parte del ritardo. Il problema è che nemmeno abbiamo il biglietto, dato che ilnostro è perso...tic tac tic tac...anche questa volta dobbiamo correre....
Problema all'immigrazione australiana. Ilaria passa senza storie, ma io sono bloccato per problemi con il passaporto. Credono sia contraffatto dal momento che la foto e' leggermente rotta e la plastica che la ricopre e' sollevata. tic tac tic tac...non abbiamo molto tempo per prendere le valigie e cambiare terminal, speriamo di riuscire a prendere il volo per Darwin...
Il presentimento delle valigie e' confermato: a Londra sa il cielo cosa hanno combinato, morale della favola a noi e a tutto il resto degli spagnoli che arrivavano con il nostro volo, compagno di sventure, e' arrivata solo una valigia di due imbarcate tic tac tic tac...
La valigia ci dicono arrivera' domani mattina, scegliamo di farcela consegnare a Darwin.
Corriamo al terminal dei voli locali, dobbiamo riuscire a prendere il volo per Darwin.
Lezione numero del viaggio: arrivare in un paese straniero con della valuta locale per far fronte alle prime spese. Il bus che ci deve portare all'altro terminal ci chiede 10 AUD che noi non abbiamo.... Fortuna che c'e' un bancomat. tic tac tic tac... Lo scherzo del prelievo ci fa perder l'autobus, scegliamo un taxi, spiegandogli la situazione e che deve fare in fretta. Il tassista (brutta razza i tassisti), incazzato per aver preso la corsa sfigata (solo cambio di terminal, totale solo 15 A$) fa esattamente il contrario, viaggia ben al di sotto dei limiti consentiti, un perfetto stronzo.
Tic tac tic tac..
Arriviamo finalmente al terminal, Ilaria si fionda dal taxi in corsa mentre io pago, dobbiamo guadagnare tempo, i minuti corrono imparabili.
Al check in di JetStar, la compagnia dell'unico volo a Darwin che dobbiamo assolutamente prendere, ci sono quettro persone dall'aria poco amichevole. Ma non hanno fatto i conti con Ilaria...
Di nuovo espressione da dobermann che ha fiutato sangue, Ilaria gli racconta la rava e la fava del viaggio fin qui trascorso e la povera donzella del check in (Angela, che si e' rivelata molto compresiva, dandoci una grossissima mano), mossa anch'essa da compassione e paura, ci piazza sul volo per Darwin e a costo zero!
Gran bella notizia, niente spesa extra per i nuovi biglietti!
Volo in partenza alle 21,30 ed in orario.
Perfetto, il viaggio si sta raddrizando, alla fine, grazie a questo volo, recuperiamo circa otto ore.
Atterrati perfettamente a Sydney!
Sono le 18,45 del giorno 8 Agosto. Ilaria e Davide sbarcano in terra di canguri.
Il prossimo volo per Darwin e' alle 21.30, dobbiamo correre per cercare di riuscire a prenderlo. Se ce la facessimo, recupereremmo una gran parte del ritardo. Il problema è che nemmeno abbiamo il biglietto, dato che ilnostro è perso...tic tac tic tac...anche questa volta dobbiamo correre....
Problema all'immigrazione australiana. Ilaria passa senza storie, ma io sono bloccato per problemi con il passaporto. Credono sia contraffatto dal momento che la foto e' leggermente rotta e la plastica che la ricopre e' sollevata. tic tac tic tac...non abbiamo molto tempo per prendere le valigie e cambiare terminal, speriamo di riuscire a prendere il volo per Darwin...
Il presentimento delle valigie e' confermato: a Londra sa il cielo cosa hanno combinato, morale della favola a noi e a tutto il resto degli spagnoli che arrivavano con il nostro volo, compagno di sventure, e' arrivata solo una valigia di due imbarcate tic tac tic tac...
La valigia ci dicono arrivera' domani mattina, scegliamo di farcela consegnare a Darwin.
Corriamo al terminal dei voli locali, dobbiamo riuscire a prendere il volo per Darwin.
Lezione numero del viaggio: arrivare in un paese straniero con della valuta locale per far fronte alle prime spese. Il bus che ci deve portare all'altro terminal ci chiede 10 AUD che noi non abbiamo.... Fortuna che c'e' un bancomat. tic tac tic tac... Lo scherzo del prelievo ci fa perder l'autobus, scegliamo un taxi, spiegandogli la situazione e che deve fare in fretta. Il tassista (brutta razza i tassisti), incazzato per aver preso la corsa sfigata (solo cambio di terminal, totale solo 15 A$) fa esattamente il contrario, viaggia ben al di sotto dei limiti consentiti, un perfetto stronzo.
Tic tac tic tac..
Arriviamo finalmente al terminal, Ilaria si fionda dal taxi in corsa mentre io pago, dobbiamo guadagnare tempo, i minuti corrono imparabili.
Al check in di JetStar, la compagnia dell'unico volo a Darwin che dobbiamo assolutamente prendere, ci sono quettro persone dall'aria poco amichevole. Ma non hanno fatto i conti con Ilaria...
Di nuovo espressione da dobermann che ha fiutato sangue, Ilaria gli racconta la rava e la fava del viaggio fin qui trascorso e la povera donzella del check in (Angela, che si e' rivelata molto compresiva, dandoci una grossissima mano), mossa anch'essa da compassione e paura, ci piazza sul volo per Darwin e a costo zero!
Gran bella notizia, niente spesa extra per i nuovi biglietti!
Volo in partenza alle 21,30 ed in orario.
Perfetto, il viaggio si sta raddrizando, alla fine, grazie a questo volo, recuperiamo circa otto ore.
Singapore - Sydney
Eccoci a Singapore, scalo tecnico per rifornimento.
Il ritardo sulla nostra tabella alla fine e' di circa 12 ore. Non è la fine del mondo, ma ci fa perdere il transfer interno per Darwin, la notte in albergo a Darwin e un giorno in meno di furgo.
Internet in questi casi aiuta molto: riusciamo ad avvisare con un'email quelli della furgo, almeno loro sapranno che arriveremo in ritardo.
L'hotel di Darwin lo diamo per perso, pazienza.
Il collegamento Sydney-Darwin e' la parte pi'u chunga del viaggio: riusciamo a parlare con la compagnia aerea ma ci dicono che non sono possibili cambi e che arrivati a Sydney dovremo comprare un altro volo... si parla di 650 € ...sigh!!!
Lezione numero uno quando si prepara un viaggio: MAI comprare un collegamento interno che si realizzi a poche ore da un volo intercontinentale; possono succedere molte cose che provocano dei ritardi al primo volo e di conseguenza si riperquotono sul collegamento interno, come e' successo a noi.
Pazienza. Vedremo una volta a Sydney cosa fare. L'obiettivo ora e' arrivare in Australia, rititrare le valigie sperando che arrivino sollo stesso volo e non siano perse da qualche parte e vedere cosa fare per spostarci a Darwin e iniziare finalmente il tour.
Nel farttempo siamo a 30 ore di viaggio.
Ho un brutto presentimento per le valigie.... (mi tocco per scaramanzia)
Il ritardo sulla nostra tabella alla fine e' di circa 12 ore. Non è la fine del mondo, ma ci fa perdere il transfer interno per Darwin, la notte in albergo a Darwin e un giorno in meno di furgo.
Internet in questi casi aiuta molto: riusciamo ad avvisare con un'email quelli della furgo, almeno loro sapranno che arriveremo in ritardo.
L'hotel di Darwin lo diamo per perso, pazienza.
Il collegamento Sydney-Darwin e' la parte pi'u chunga del viaggio: riusciamo a parlare con la compagnia aerea ma ci dicono che non sono possibili cambi e che arrivati a Sydney dovremo comprare un altro volo... si parla di 650 € ...sigh!!!
Lezione numero uno quando si prepara un viaggio: MAI comprare un collegamento interno che si realizzi a poche ore da un volo intercontinentale; possono succedere molte cose che provocano dei ritardi al primo volo e di conseguenza si riperquotono sul collegamento interno, come e' successo a noi.
Pazienza. Vedremo una volta a Sydney cosa fare. L'obiettivo ora e' arrivare in Australia, rititrare le valigie sperando che arrivino sollo stesso volo e non siano perse da qualche parte e vedere cosa fare per spostarci a Darwin e iniziare finalmente il tour.
Nel farttempo siamo a 30 ore di viaggio.
Ho un brutto presentimento per le valigie.... (mi tocco per scaramanzia)
8 agosto 2010
Siamo solo a Singapore!!
Purtroppo il viaggio non e' iniziato nel migliore dei modi.
Ilaria ed io, belli contenti e paciosi ci presentiamo con molto anticipo al check in di Barcellona, destinazione Londra. Tutto ok con i bagagli, ok con le carte di imbarco, ok al controllo passaporti ma eccoci che iniziano gli inghippi.
Il volo che ci doveva portare a Londra e' annunciato con ritardo: 30 minuti. Pensiamo "no problem, abbiamo tempo". Purtroppo i minuti di ritardo si vanno accumulando e fra il rifornimento e l'imbarco il ritardo si fa preoccupante: piu' di un'ora. Durante il volo per Londra, piu' di una volta l'equipaggio emette annunci specifici per le persone che come noi hanno il collegamento con un volo intercontinale; negli annunci specificano che una volta a Londra abbiamo poco tempo e dobbiamo raggiungere velocemente il gate.
Atterraggio a Londra, tic tac tic tac, ci dicono che abbiamo 20 minuti per arrivare all'imbarco...la situazione e' drammatica ma non impossibile...tic tac..areo fermo in piazzola di sosta, annunciano l'arrivo di un autobus per portarci al terminal...tic tac tic tac...non arriva nessuno per avvicinare la scaletta all'aereo...tic tac...15 minuti di attesa a porte chiuse, tic tac tic tac, il tempo passa inesorabile e noi abbiamo i sudori freddi: perdere il volo ci stramba tutto il programma.
Aprono le porte, il bus ci porta al terminal, corriamo come matti per controlli di sicurezza, passaggi per corridoi intricati (l'aeroporto e' in rifacimento e molti passaggi sono per corridoi provvisori), ultimo controllo di sicurezza, Davide in testa al gruppo di spagnoli (siamo circa una ventina che dobbiamo prendere il volo per Sydney), Davide sempre piu' vicino al gate, tic tac tic tac, giro l'angolo, ecco il gate, penso "ok ce l'abbiamo fatta", ma da lontano vedo il responsabile dell'imbarco che inizia a farmi segni strani: il gate ha chiuso. Non potevano aspettare oltre. Abbiamo perso il volo. (bestemmia + parolacce varie rivolte a British Airways + bestemmia).
Sono le 10 di sera, non ci sono altri voli per Sydney e noi siamo bloccati a Londra.
Essendo che all'origine del problema con il volo c'e' il ritardo di BA, la compagnia assume l'errore e attraverso il servizio di attenzione al cliente di BA ci ricolloca sull'aereo del giorno dopo, stessa ora di partenza e per la notte ci danno un hotel.
L'incazzatura e' enorme, soprattutto perché il trattamento ricevuto e' diverso per i vari personaggi che componevamo il gruppo di ritardatari: alcuni li hanno ricollocati sui voli del mattino, a noi invece fanno stare un giorno intero a Londra. Ma e' a questo punto che Ilaria si scatena. Passiamo la notte in hotel e subito dopo colazione ci presentiamo in aeroporto, disposti a lottare per salire sul primo volo disponibile. Ilaria e' come un pitbull, si attacca alla gamba di un assistente Iberia e non lo molla: un po' per pieta', un po' per sfinimento ma soprattutto per la faccia truce di Ilaria che prometteva sangue se non riusciva ad ottenere l'imbarco, alla fine siamo riusciti ad essere imbarcati sul volo Quantas delle 12.05, destinazione Sydney via Singapore.
Perfetto! almeno non perdiamo un giorno intero inultilmente! Adesso ci rimane da sistemare il volo interno per Darwin, la furgo e l'hotel della prima notte in Australia.
Il viaggio inizia in salita, questi intoppi non ci volevano.
Ilaria ed io, belli contenti e paciosi ci presentiamo con molto anticipo al check in di Barcellona, destinazione Londra. Tutto ok con i bagagli, ok con le carte di imbarco, ok al controllo passaporti ma eccoci che iniziano gli inghippi.
Il volo che ci doveva portare a Londra e' annunciato con ritardo: 30 minuti. Pensiamo "no problem, abbiamo tempo". Purtroppo i minuti di ritardo si vanno accumulando e fra il rifornimento e l'imbarco il ritardo si fa preoccupante: piu' di un'ora. Durante il volo per Londra, piu' di una volta l'equipaggio emette annunci specifici per le persone che come noi hanno il collegamento con un volo intercontinale; negli annunci specificano che una volta a Londra abbiamo poco tempo e dobbiamo raggiungere velocemente il gate.
Atterraggio a Londra, tic tac tic tac, ci dicono che abbiamo 20 minuti per arrivare all'imbarco...la situazione e' drammatica ma non impossibile...tic tac..areo fermo in piazzola di sosta, annunciano l'arrivo di un autobus per portarci al terminal...tic tac tic tac...non arriva nessuno per avvicinare la scaletta all'aereo...tic tac...15 minuti di attesa a porte chiuse, tic tac tic tac, il tempo passa inesorabile e noi abbiamo i sudori freddi: perdere il volo ci stramba tutto il programma.
Aprono le porte, il bus ci porta al terminal, corriamo come matti per controlli di sicurezza, passaggi per corridoi intricati (l'aeroporto e' in rifacimento e molti passaggi sono per corridoi provvisori), ultimo controllo di sicurezza, Davide in testa al gruppo di spagnoli (siamo circa una ventina che dobbiamo prendere il volo per Sydney), Davide sempre piu' vicino al gate, tic tac tic tac, giro l'angolo, ecco il gate, penso "ok ce l'abbiamo fatta", ma da lontano vedo il responsabile dell'imbarco che inizia a farmi segni strani: il gate ha chiuso. Non potevano aspettare oltre. Abbiamo perso il volo. (bestemmia + parolacce varie rivolte a British Airways + bestemmia).
Sono le 10 di sera, non ci sono altri voli per Sydney e noi siamo bloccati a Londra.
Essendo che all'origine del problema con il volo c'e' il ritardo di BA, la compagnia assume l'errore e attraverso il servizio di attenzione al cliente di BA ci ricolloca sull'aereo del giorno dopo, stessa ora di partenza e per la notte ci danno un hotel.
L'incazzatura e' enorme, soprattutto perché il trattamento ricevuto e' diverso per i vari personaggi che componevamo il gruppo di ritardatari: alcuni li hanno ricollocati sui voli del mattino, a noi invece fanno stare un giorno intero a Londra. Ma e' a questo punto che Ilaria si scatena. Passiamo la notte in hotel e subito dopo colazione ci presentiamo in aeroporto, disposti a lottare per salire sul primo volo disponibile. Ilaria e' come un pitbull, si attacca alla gamba di un assistente Iberia e non lo molla: un po' per pieta', un po' per sfinimento ma soprattutto per la faccia truce di Ilaria che prometteva sangue se non riusciva ad ottenere l'imbarco, alla fine siamo riusciti ad essere imbarcati sul volo Quantas delle 12.05, destinazione Sydney via Singapore.
Perfetto! almeno non perdiamo un giorno intero inultilmente! Adesso ci rimane da sistemare il volo interno per Darwin, la furgo e l'hotel della prima notte in Australia.
Il viaggio inizia in salita, questi intoppi non ci volevano.
2 agosto 2010
Ci siamo!
Ce l’abbiamo fatta, dopo un giorno intero navigando fra Gbit di informazioni, abbiamo finalmente dato forma al piano del viaggio.
Mancavano i dettagli come notti in albergo, campeggi, transfer.
E´stato difficile non lo nego, soprattutto perché, come sempre, siamo arrrivati agli ultimi giorni per plasmare il viaggio.
Il 6 la partenza, da Barcellona a Sydney via Londra.
Il viaggetto durerá circa 30 ore... Arriveremo che sará il giorno 8, perdendo per strada il 7!
Da Sydney a Darwin, dove ci aspetta Berta: il camper che sará la nostra casa per 10 giorni.
Da Darwin al Sud, visitando parchi nazionali, deserti, canyons e mangiando canguri e coccodrilli.
Una volta a Ayers Rock prenderemo un aereo verso Cairns, cittá ubicata sulla costa Est.
Da qui andremo in Papua Nuova Guinea a riempirci di azoto con delle immersioni in acqua a 30 C.... qualcuno leggendo questo so che mi stará odiando...
Ritorno a Cairns (nel frattempo sará il 27) e colpetto di coda finale con immersioncine sulla Grande Barriera e assaggi di vino australiano nelle cantine della zona.
Per finire, il 30 andremo a Sydney per poi ritornare verso casa il 2 di settembre.
L’invidia é un peccato, quindi basta sbavare!
Vi manterremo aggiornati ad ogni tappa, cosí che vi sembrerá essere lí con noi.
¡casi estamos!
Falta poquito a salir de viaje! El día 6 se acerca!
Como siempre hemos tardado un poquito en concretar bien el plan de viaje, pero por fin lo conseguimos.
Internet, repito, ayuda un montón: increible la informaciones que se pueden encontrar, los hoteles, la hora de la posta del sol, comentarios de otra gente...
Nada de salir del tema: quiero poner claro nuestro calendario y lo que vamos a hacer y ver en este mes de gira.
Día 6, el gran día.
Barcelona-Londres
Londres-Sydney (26,5 horas de vuelo…. Sin comentarios!!!)
Sydney- Darwin. Llegaremos el día 8 y perdiendo por el camino el día 7!
En Darwin nos espera Berta, nuestra furgo-casa para 10 días.
Ruta hacia el Sur, viendo parques, desiertos, comiendo canguros y cocodrilos.
El 19 volaremos a Cairns y de hay en Papua Nueva Guinea para bucear a tope en la Grande Barrera: agua a 30 C, visibilidad 40 metros, tiburones y todo clases de bichos… ya se que a más de uno solo leiendo esto se les ha hecho la boca en agua…
El 27 otra vez a Cairns para el remate final con un par de días de buceo y catas de vinos australianos.
El 30 iremos a Sydney y vuelta a casa el 2 (ya veremos, que se nos hacen buenas propuestas de trabajo igual os esperamos a todos para Navidad!)
El plan parece cortito y ‘una tonteria’: mirar bien en los mapas, la gira son unos cuantos miles de km….
Envidia! Tranquilos, os mantendremos al día en cada etapa así que os parecerá estar ahí!
28 luglio 2010
La boda!
(Divagazione sul giorno del nostro matrimonio)
La proposta di matrimonio ad Ilaria, intesa come una proposta vera e propria, con tanto di dichiarazione in ginocchio, fiori e violini, la veritá e’ che non l’ho fatta.
Abbiamo iniziato a parlare di matrimonio lo scorso inverno ed un po’ per scherzo un po’ sul serio, abbiamo messo in moto la macchina delle celebrazioni.
La nostra prima intenzione era quella di allestire una cerimonia semplice semplice in Spagna, invitando giusto pochi familiari intimi. L’ostacolo maggiore ci é arrivato proprio dallo stesso ufficio anagrafe del comune di San Pere (ndr-il ridente paesotto di San Pere, dove viviamo, sará oggetto di una prossima puntata). Ilaria si appropinquo’ nel suddetto ufficio per sapere come fare per rendere ufficiale il nostro rapporto ed incontró il gran baratro burocratico. Si’, perché per due cittadini italiani residenti in Spagna, il matrimonio si celebra solo dopo aver prodotto chili e chili di documenti, tutti in originale, con tanto di traduzione giurata e, ciliegina sulla torta, un certificato di nulla osta rilasciato dal tribunale dell’Aia in quanto l’Italia é paese fondatore della UE…. Potete immaginare lo stress nel vedere la lista (due pagine) di documenti da ricercare… Giá ci vedevamo continuare con la nostra peccaminosa vita quando abbiamo avuto l’illuminazione di sposarci in terra patria. L’illuminazione, grazie ad internet, si é velocemente convertita in una facile realtá: con la carta d’identitá ed il nulla osta del consolato il gioco era fatto.
Pronti via! Ci siamo messi all’opera per fare le pubblicazioni di matrimonio: hanno appeso un foglio nel consolato, se nessuno obiettava per 9 giorni, allora ‘questo matrimonio s’ha da fa’. Le pubblicazioni di matrimonio cosí come sono concepite le stabilí Napoleone, insieme ai cimiteri. Da un lato e´ triste pensare che nel terzo millennio siamo ancora schiavi di un retaggio ottocentesco, ma se invece guardiamo la cosa da un’ottica romantica, che bello invece pensare all’esposizione del foglio con i nomi, aspettare nove giorni (come se dovesse uscire qualcuno da dietro l’angolo vetando il matrimonio) e poi andare a ritirare il nulla osta!
La scelta di clebrare il matrimonio a Crema e’ stata una conseguenza logica, soprattutto per la possibilitá di usufruire di un bellissimo spazio e per la logistica di tutti.
Alla fine, invece di essere pochi familiari intimi, eravamo qualcuno in piú, meglio cosí! E’stata una bella festiciola, bella giornata e buon mood da parte di tutti!
Ilaria era bellissima: quando mi si é seduta a lato, in comune, l’ho guardata ed ho pensato semplicemente che era splendida, tanto che al momento di pronunciare il fatidico si non mi sono trattenuto per nulla: ho pronunciato un bel “si” convinto e a pieni polmoni!
E con la boda, il viaggio di nozze ovviamente.
Faremo un mese di girelli per l’Australia e Papua Nuova Guinea.
L’Australia é l’ultimo baluardo selvaggio, agli antipodi del mondo, con il fascino aborigeno degli spazi e della natura. Papua Nuova Guinea é un paradiso sub ancora inesplorato.
Partenza il 6 di Agosto, manca poco!
Hasta la proxima.
12 luglio 2010
E iniziamo...
molto bene direi.
Con l'ottimismo che mi contraddistingue, eccomi finalmente ad alimentare questo blog.
Dico finalmente perché é da tempo che l'ho creato, ma avevo lasciato da parte questo progetto, dovendomi dedicare con Ilaria ad altri temi.
Per chi non lo sapesse ma anche per quelli che c'erano, é bene fare un riassunto dei mesi appena trascorsi.
Ilaria ed io siamo stati abbastanza occupati con i preparativi e la celabrazione delle nostre nozze.
La frase della quale ho piú abusato in questo period, sicuramente annoiando a morte coloro che l'hanno dovuta sentire e risentire, é stata la frase per rispondere alla classica domanda "ma non sei nervoso per il matrimonio?". Ed io rispondevo:" (voce impostata) Dopo dieci anni, quattro traslochi, tre nazioni e due continenti (pausa scenica), non sono assolutamente nervoso".
Il matrimonio lo abbiamo celebrato il giorno del Signore 26 di Giugno, in quel del Comune di Crema. Presenti amici e parenti con i quali avevamo piacere a condividere questo momento.
La giornata é stata splendida, tutto bellissimo e senza incidenti, tant'é che non abbiamo nemmeno dovuto chiamare la polizia...
Quindi, passato il matrimonio con i suoi preparativi, eccoci ad organizzare il viaggio.
Da oggi saró piú assiduo nello scrivere sul blog, aggiungeró informazioni, dettagli sul progresso della pianificazione e sicuramente traspariranno le emozioni per l'avvicinarsi dell'ora X.
Il D-day é fissato per il 6 di Agosto, ma prima di questa data appariró nel blog con nuove entrate.
9 maggio 2010
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