6 marzo 2013

La scalata alla montagna sacra


4 Marzo. Sveglia alle 4.30. Occorre alzarsi presto, quando fa ancora buio, in modo da essere là in alto appena possibile e gustare l’alba sul Machu Picchu.

Alle 5.30 prendiamo il pullmino che ci porta fino in cima: tornanti strettissimi a picco sulla vallata; non c’è spazio per lasciarsi andare al sonno e riposare ancora qualche minuto, la tensione aumenta dopo ogni curva, sia per i tornanti che per l’avvicinarsi alla città posta sulla vetta.

C’è chi la salita fino alle rovine la fa a piedi, esiste un sentiero di 3500 gradini che qualche temerario affronta già nel cuore della notte; noi scegliamo il bus, preferiamo conservare le energie per dopo, anche noi faremo la nostra scalata.

Il  complesso di rovine Inca risale al 1500 e fu edificato come laboratorio astronomico. E guardando la vetta della cittadella, dove proprio c’era l’osservatorio, si capiscono molte cose: vista a 360 gradi tutt’intorno, il posto perfetto per poter osservare le stelle e misurare i movimenti del sole. Machu Picchu, vista dall’alto, ha la forma di un condor che spiega le ali; il condor è l’animale che simboleggia il collegamento con fra gli uomini e gli dei e il fatto che la città sia stata disegnata con questa forma ne sintetizza la funzione: chi vi abitava doveva avere un collegamento diretto con il mondo spirituale.

La nostra guida Joel ci conduce lungo un percorso che ci aiuta a conoscere come era divisa la città, su cosa si sostentava e come vivevano i suoi abitanti. Tra l’altro siamo fortunati: siamo nella bassa stagione turistica, ragione per cui la visita la possiamo fare con calma, soffermandoci tutto il tempo che vogliamo in ogni luogo. Joel ci racconta di sacrifici, di economia agricola, di calendari astronomici e di tante altre meraviglie legate alla cultura Inca.

Le foto che porteremo con noi non riescono a trasmettere le emozioni che si provano in questo luogo mistico: le Ande, le scarpate a picco e la vista mozzafiato tutt’intorno.

Ma ecco che arriva l’ora della nostra scalata: ci aspetta Huaina Picchu, ovvero la montagna che sovrasta la città di Machu Picchu e dalla quale si può osservare un panorama ancora più spettacolare.

L’ingresso alla montagna è limitato a 200 persone e il posto di controllo apre alle 10.00. La salita è impegnativa, in molti punti bisogna fare della vera e propria scalata aiutandosi con le corde predisposte lungo il percorso.
 
Complici l’emozione e l’adrenalina, aiutate da una discreta forma fisica, arriviamo in cima nel tempo record di 38 minuti, ma che sudata! La fatica è però ricompensata da quanto vediamo sotto di noi: il condor che spiega le ali.

Restiamo senza parole, la vista è spettacolare.

E capiamo perché questo luogo è mistico.

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