3 Marzo
La giornata è iniziata presto. Per raggiungere la nostra
prossima meta (Aguas Calientes) prendiamo un bus che fa diverse tappe nei
principali siti archeologici della zona: Pisca e Ollantaytambo.
Qui rimaniamo ancora una volta affascinati dall’architettura
Inca. Le case, i depositi di grano, i templi, il sistema di coltivazione a
terrazze, basta davvero poco per immaginare come fosse la vita Inca 600 anni
fa.
Appena usciamo da Cusco, lo scenario però cambia
completamente: ci ritroviamo di colpo nel vero Perù, fatto di baracche,
immondizia e precarietà. Ma anche questo è parte del viaggio.
Eccoci in stazione: unico binario, sala d’attesa all’aperto
(ma con wifi!!!) e un albergo dentro la stazione stessa, in quella che una
volta era la casa del capo stazione.
Il viaggio sul treno panoramico per Aguas Calientes è un’esperienza
unica (Inka Rail la definisce mistica, ma sembra un po’ esagerato). 
Da un lato
del treno la selva e dall’altro il fiume Urubamba al massimo della sua portata
(si stiamo avvicinando alla fine della stagione delle piogge e si nota nella
quantità di acqua che scorre vorticosa!). Ma quello che davvero lascia senza
fiato sono le montagne che ci circondano. Vette da 5 e 6 mila metri che
spiovono fino ai lati della ferrovia.
Arriviamo quindi ad Aguas Calientes e di nuovo cambia
completamente lo scenario: sembra di entrare nella città del film Blade Runner.
Caos, buio, pioggia ma soprattutto umidità, sporcizia, personaggi strani: si
nota che è un posto al limite del mondo, scalo per andare a MachuPicchu,
costruita senza alcun criterio e senza logica. E’ difficile immaginare come i
locali possano vivere e crescere i tanti figli che popolano le strade della
cittadina (non ci sono zone verdi, né altri posti per svagarsi a parte le
rotaie del treno che attraversano la via principale). Nonostante Aguas
Calientes sia in mezzo alle montagne, non si riesce per nulla a percepire il
contatto con la natura.
La scarsa qualità di vita della città si rispecchia anche
nei servizi per il turista: gli hotel e i ristoranti sono di pessimo livello.
Ma è lo scotto che si deve pagare per poi arrivare a Machu Picchu.
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