12 agosto 2010

KATHERINE

Nella puntata di ieri avevamo giusto chiuso con le ultime parole famose: "temperatura gradevole e niente insetti". Verso le due di notte abbiamo capito perchè: un freddo porco! La temperatura rispetto ai primi giorni, quando eravamo vicini alla costa, è precipitata. Noi, belli belli, freschi freschi, ci siamo addormentati con tutte le finestre aperte e un semplice lenzuolino addosso... Che freddo, quasi congeliamo. C'erano 13 gradi fuori e dentro il camper; il problema verrà da adesso in avanti: nel deserto la temperatura notturna scende fino a due gradi. Questa notte peró siamo preparati al peggio: finestre del camper chiuse a partire dalle 4 del pomeriggio, sacchi a pelo, indumenti vari e per gestire perfettamente le entrate/uscite dal camper, mangiamo all'unisono per evacquare all'unisono (citazione da Marrakesh Express).
La tappa di oggi: Nitmiluk National Park e le terme di Mataranka.
Partiamo dal Nitmiluk: crociera su un barchino lungo il fiume che nel corso dei millenni ha eroso le montagne ed ha creato un canyon, con gole profonde e pareti verticali di 50 metri. Bellissimo.
A continuazione mega camminatone lungo un sentiero sulla cresta del canyon, ovviamente rispettando alla lettera tutti i consigli del perfetto escursionista. Su ogni guida che si rispetti si dedicano ampi commenti sulle regole da seguire: portare acqua, indumenti leggeri e di colore chiaro ed evitare le ore di massimo calore. Questa la teoria. Noi: la nostra camminata è stata dalle 13.00 alle 15.00, senza acqua e indumenti scuri (Ilaria in nero, classico e molto fine; Davide in blu notte, da sera).
In realtà l'acqua l'avremmo anche trovata a metà strada: Ilaria si lancia sul rubinetto ma io la salvo! "Noooo, non bere! Sicuramente è avvelenata, non vedi che è un lavaocchi di emergenza?". Analisi logica: lavaocchi di emergenza: ma chi 'zzo mette un lavaocchi in mezzo al nulla?!? E se anche fosse, perchè dovrebbe essere avvelenato? Sarà il caldo, sarà la fatica ma nonostante flebili proteste, Ilaria si convince della veridicità della cazzata e rinuncia a bere per poi insultarmi una volta tornati al camper ed essersi reidratata, recuperando il senno.
Tappa successiva: le sorgenti calde di Mataranka. Prima di tutto, per arrivare fin qui abbiamo fatto un bel pezzo della Stuart Highway, chilometri e chilometri di strada dritta e incrociando poche, ma proprio poche, macchine. Ed è solo l'inizio, i prossimi giorni saranno di solo deserto.
A Mataranka facciamo il bagno in queste pozze di acqua calda (32 gradi) nel mezzo di una foresta: lo scenario è da film, sentiero nella selva, che poi si apre in uno spiazzo ed ecco le pozze di acqua calda. Relax totale!
Ci stiamo preparando per la notte, siamo in un camping molto vicino alle pozze. Il campeggio è molto diverso dai precedenti, si potrebbe definire con l'aggettivo "essenziale". Ma l'ambiente è spettacolare: il cielo terso e stellato, intorno a noi campi e il silenzio totale. Dormiremo sicuramente bene (e caldi!)
Domani tappa verso Tennant Creek.

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