25 agosto 2010

I cannibali (storia di un pilota giapponese)

25 Agosto


Oggi è stato l'ultimo giorno di immersioni.

A salutarci, oltre a tutti i pesci della barriera, sono arrivati anche i delfini...

Le immersioni sono state splendide, colorate, ricche di vita e varie: passavamo dai giardini di corallo a 7 metri a precipizi verticali fino a 50, dai pescetti minuscoli da guardare con la lente di ingrandimento fino agli squali grigi (affamati!).

Dove siamo noi è una baia di poco transito commerciale, quindi non ci sono relitti, a parte quello di un aereo Zero giapponese della II guerra mondiale. Le leggende dei locali raccontano che l'aereo aveva perso la rotta e probabilmente aveva terminato il carburante, ragione per cui il pilota ammarò con successo nei pressi della costa (il relitto, perfettamente intatto e senza danni strutturali che indichino sia stato abbattuto, giace su un fondale di 14 metri). Dicono i locali che il pilota riuscì a nuotare fuori dall'abitacolo e raggiungere la riva, fino ad allora sano e salvo. Ma quel momento iniziarono i suoi problemi... di lui si sono perse le tracce, i locali non lo videro mai più, solo dicono che era molto buono...

Il cannibalismo in Papua è stato abolito nel 1975, ma ci sono ancora delle zone inesplorate dove si pratica abitualmente per sancire la vittoria sui nemici dopo le cruente battaglie tra clan e tribù.

Noi, all'essere appetibili, morbidosi ed abbondanti, usciamo poco e la sera chiudiamo bene la stanza: non si sa mai!

Continuiamo ad essere soli nel resort, gli unici ospiti in tutta la struttura. Da quando hanno aperto, 30 o 40 anni fa, era successo poche volte e mai negli ultimi dieci anni: meglio così, ce la stiamo proprio spassando!

Il resort è pensato per subacquei, quindi offrono servizi per quando 'non si è in acqua': una fantastica libreria, sala tv, internet, un bar fornito di tutto, che dire di più: siamo capitati proprio in un bel posto.

La sola nota negativa è stato il mal di mare di Ilaria. Nonostante il mare si potesse considerare calmo, per due giorni di fila le ha preso molto forte, stomaco scombussolato e immersioni gustate a metà.

Domani sarà giorno di no fly. Dopo così tante immersioni, prima di volare, bisogna rispettare un periodo di riposo di almeno 24-36 ore. Ne approfitteremo per andare a veder il villaggio qui vicino, almeno ci faremo un'idea di come vivono i locali. Abbiamo annunciato la nostra visita e subito si sono messi all'opera per accoglierci: chi è andato a tagliare legna per il falò, chi a raccogliere verdure per il brodo, chi a lustrare il pentolone delle grandi occasioni... ho come l'idea che saranno moooolto felici di averci a pranzo...

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